L'astensionismo strategico

contro il parlamentarismo

 

In polemica con Bordiga e la Sinistra italiana, Lenin riaffermò il principio della utilizzazione rivoluzionaria della tribuna parlamentare e della combinazione del lavoro legale con quello illegale a cui tale utilizzazione era strettamente collegata. La lotta teorica di Lenin rappresentò una importante tappa nella formazione del movimento comunista mondiale, sancita dalle Tesi del Secondo Congresso sottoscritte dalla stessa Sinistra italiana e da Bordiga. Periodicamente, ogni più squallida figura di opportunista esce fuori con la citazione dell' "Estremismo" di Lenin credendo in questo modo di confutare le posizioni rivoluzionarie. Niente di più falso. Lenin parla inequivocabilmente di utilizzazione rivoluzionaria della tribuna parlamentare e nessun rivoluzionario rifiuta per principio di adoperare uno strumento qualsiasi nella lotta contro il sistema capitalistico. Il problema oggi non è se si deve adoperare rivoluzionariamente la tribuna parlamentare, ma se si può. Lenin sosteneva che si deve e si può e portava l'esempio del deputato socialista Liebneckt nel parlamento tedesco contro la guerra imperialista e l'esempio bolscevico in Russia. Giustamente Lenin derivava la validità di una tattica da una analisi concreta e non si limitava ad affermare un principio. Anche noi non possiamo limitarci ad affermare un principio indiscutibile ma dobbiamo compiere una analisi concreta sulla possibilità di applicazione del principio nella attuale situazione reale. Una tattica non può scaturire semplicemente da una considerazione teorica, ma, sulla base della teoria, deve risolvere una serie di problemi concernenti la lotta di classe. La tattica comunista non ha altro fine che rafforzare la lotta della classe operaia, nella prospettiva della strategia della rivoluzione e della dittatura del proletariato. La validità della tattica si verifica soltanto nella prospettiva strategica. E siccome la tattica è uno strumento della lotta di classe, in nessun caso può distaccarsi da questa, perché se la tattica non esprime le punte più avanzate della lotta operaia finisce con il diventare una tattica della lotta capitalistica. Non ci sono vie di mezzo, non ci sono tattiche "neutre". Perciò nel porre il problema della tattica parlamentare devono essere visti tutti gli aspetti della questione perché solo dalla comprensione e dall'analisi di tutti gli aspetti deriva il giudizio sulla possibilità o sulla impossibilità dell'utilizzo rivoluzionario della tribuna parlamentare. Diciamo, a proposito, tutti gli aspetti e quindi anche quelli che Lenin non poteva considerare e sottolineare perché non avevano ancora subito lo sviluppo che hanno avuti negli ultimi cinquant'anni. In Lenin sono certamente presenti tutti gli aspetti della questione e non può essere altrimenti perché già tutti gli aspetti erano presenti alla considerazione di Lenin ed altri fondamentalmente "nuovi" non ne sono sorti. Lenin vede la questione parlamentare in una determinata serie di correlazioni tra i suoi vari aspetti. Del resto Lenin, maestro di dialettica, ci insegna che tutti gli aspetti debbono essere visti e colti in tutti i loro rapporti ed è proprio un determinato tipo di rapporto che caratterizza una realtà presa in esame. La questione parlamentare e la tattica conseguente non possono essere, quindi, una questione ed una tattica sempre uguali ed invarianti, ma invece l'insieme di aspetti in specifici rapporti così come si presentano nel 1919 e così come si presentano nel 1968. Facciamo un esempio. La tattica con cui Lenin risolve la questione parlamentare si basa essenzialmente sull'utilizzo rivoluzionario della tribuna parlamentare nel quadro della combinazione del lavoro legale con quello illegale. L'esperienza bolscevica dimostrava che il partito rivoluzionario aveva sfruttato bene questa possibilità, che il partito non era caduto nel "cretinismo parlamentare" e che la tattica parlamentare aveva permesso al partito di portare avanti il lavoro di preparazione della rivoluzione socialista. La tattica bolscevica, dice Lenin, non ha una validità solamente "russa", ma universale. E' tattica del partito comunista mondiale. L'affermazione di Lenin è importantissima e la sua mancata assimilazione è stata uno dei fattori di disgregazione del tentato partito mondiale di fronte alla controrivoluzione staliniana. Ma perché è importantissima la tesi di Lenin? Forse perché dice che bisogna utilizzare da rivoluzionari la tribuna parlamentare? Puerile e ridicolo! Cosa può fare di diverso un rivoluzionario se non utilizzare da rivoluzionario uno strumento politico? La tesi di Lenin è importantissima perché sostiene che la attività del partito rivoluzionario è una combinazione di lavoro legale e di lavoro illegale, e, per queste ragioni e per questo fine ben preciso e non tanto per un generico "fine socialista" invocato da ogni opportunista, la tribuna parlamentare deve essere utilizzata. La tribuna parlamentare è, infatti, il lavoro legale. In questo senso si precisa il significato della utilizzazione rivoluzionaria della tribuna parlamentare. In definitiva, si precisa tutto il significato di tutto il lavoro legale (giornali, sindacati, circoli, tribune parlamentari ecc.). Indicando la validità universale della tattica bolscevica Lenin indica il tipo di formazione del partito rivoluzionario in ogni paese. Ciò vuol dire che la combinazione del lavoro illegale con quello legale non riguardava solo la Russia come situazione particolare, od altri paesi dove si fossero presentate precedentemente situazioni similari. Compito del partito marxista rivoluzionario è quello di preparare tutte le condizioni soggettive per la rivoluzione proletaria: difendere e propagandare il programma, agitare particolari idee nella classe operaia, organizzare i proletari più coscienti negli organismi di partito, introdurre la coscienza socialista nelle masse lavoratrici, partecipare ad ogni forma di lotta di classe, lottare implacabilmente contro ogni influenza borghese e riformistica sui lavoratori, distruggere ogni tipo di direzione controrivoluzionaria nelle masse per stabilire una direzione effettivamente rivoluzionaria, fare di ogni tipo di lotta economica e politica un episodio tattico di scontro sociale che si colleghi ad un piano strategico generale rivoluzionario di distruzione del Potere capitalistico e di instaurazione della dittatura del proletariato. Forme di organizzazione e di tattica sono subordinate a questo supremo fine strategico senza il quale manca la ragione di esistenza del partito stesso. La lotta rivoluzionaria della avanguardia operaia organizzata in partito leninista viene ad essere concentrata contro lo Stato capitalistico in tutte le sue componenti, tra le quali la organizzazione parlamentare, in una serie di battaglie che preludono all'offensiva insurrezionale e militare del proletariato in armi. E' ovvio che per il sistema capitalistico il piano strategico rivoluzionario sia illegale perché va contro i suoi dispositivi di difesa e di conservazione. In fondo stabilire ciò che è legale e ciò che è illegale nella attività generale del partito rivoluzionario è un problema che riguarda la borghesia e non il partito che si propone di infrangere tutto l'ordinamento capitalistico. E' un problema che riguarda la borghesia ed i suoi rapporti di forza con la avanguardia operaia. E nella misura in cui il sistema capitalistico è costretto a difendersi dagli assalti proletari cresce il lavoro illegale del partito rivoluzionario per due ragioni: perché si sviluppa il lavoro militare della preparazione insurrezionale e perché il sistema capitalistico non può tollerare neppure la semplice propaganda di idee eversive. Il partito rivoluzionario cercherà, allora, di utilizzare tutte le possibilità legali (sindacati, giornali, circoli, tribuna parlamentare ecc.) per poter continuare la sua propaganda e per poter proteggere la sua preparazione militare. Per queste ragioni l'esperienza russa non è particolare ma universale. Ogni partito rivoluzionario che si trovi a fare una profonda opera di preparzione della rivoluzione è costretto dal sistema capitalistico ad un lavoro illegale. Ogni partito seriamente rivoluzionario cercherà di utilizzare tutte le possibilità di lavoro legale che oggettivamente gli sono date e di stabilire una combinazione di lavoro illegale e di lavoro legale, combinazione che varierà in dipendenza di molti fattori.

L'esperienza degli ultimi cinquant'anni ci ha dimostrato che:

a) ogni partito rivoluzionario che ha operato nella fase di preparazione militare è stato posto nella illegalità;

b) il capitalismo mondiale ha scatenato violentissime ondate controrivoluzionarie (fascismo, socialdemocrazia, stalinismo) che hanno non solo distrutto tutta la fase di preparazione militare, ma addirittura distrutto il partito nella stessa fase di preparazione dei quadri e di propaganda. Le ondate controrivoluzionarie hanno cercato di rigettare indietro di cento anni l'avanguardia proletaria distruggendo il movimento rivoluzionario alle radici;

c) ogni margine di utilizzazione del lavoro legale si è estremamente ridotto, se non è scomparso.

Mentre la classe operaia non ha assimilato la lezione bolscevica, il capitalismo ne ha fatto tesoro. Il capitalismo permette un lavoro legale oggi in certi paesi perché la situazione generale è controrivoluzionaria. Ma laddove le sue crisi parziali generano forme più intense di lotta di classe mette immediatamente in moto i suoi apparati repressivi che annullano ogni possibilità di lavoro legale e di propaganda rivoluzionaria. Cercare di utilizzare la tribuna parlamentare in paesi come l'Italia in una situazione come l'attuale non ha un senso strategico. Il partito rivoluzionario è ancora nella fase di preparazione dei quadri e l'attuale corso di lotta di classe restringe enormemente il lavoro di preparazione militare e di mobilitazione di massa. Quando il corso della lotta di classe diventerà più acuto e si allargheranno le possibilità del lavoro di preparazione militare il conflitto sociale e politico assumerà aspetti tanto violenti che non ci sarà, come la esperienza dopo l'ottobre dimostra, margine per il lavoro legale. La tendenza in cui si svilupperà un processo rivoluzionario, data la concentrazione del potere statale, vedrà una serie alterna di battaglie di classe combattute sul terreno militare prima della distruzione dello stato borghese e della instaurazione della dittatura proletaria. La rivoluzione d'ottobre svolse grandissima parte della sua attività militare dopo la presa del potere. La rivoluzione in occidente sarà costretta a svolgerla prima. Questa tendenza della strategia rivoluzionaria deve essere chiaramente individuata dalla avanguardia di classe e dal suo partito leninista. In questa prospettiva il nostro astensionismo non è solo tattico (giudizio negativo sulla attuale possibilità della utilizzazione rivoluzionaria della tribuna parlamentare da parte della nostra organizzazione oltre a radicale rifiuto di "fronte unico" con le organizzazioni controrivoluzionarie di "sinistra") ma è strategico. Il nostro astensionismo è strategico perché si basa sulla impossibilità di utilizzo della tribuna parlamentare in tutto il futuro delle battaglie di classe che porrà nella forma più violenta il problema del potere. Il nostro astensionismo è strategico perché è collegato al futuro della lotta rivoluzionaria.

 

 

Lotta Comunista, marzo 1968

 

 

Back