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Aspettando Caltagirone

 

Le ultime novità nell'inchiesta su Radio Onda Rossa riguardano il capitolo dei finanziamenti, che gli inquirenti stanno scrivendo sulla scorta del noto romanzo ottocentesco "I misteri di Parigi", dal quale intendono trarre un adattamento televisivo per le rubriche del Tg 1, 2 e 3, che lo hanno già acquistato a scatola chiusa. La maggiore scuola italiana, sempre imitata, ma mai eguagliata nel mondo nella nobile arte degli insabbiamenti e delle manipolazioni di tutti i processi riguardanti tangenti, bustarelle, aerei petroli, calcestruzzi, finanze ed affini, sta facendo le pulci ai pochi milioni di cui ha vissuto la radio. I titoli sui giornali sono già pronti, le rotative e gli speaker radiotelevisivi stanno fremendo: "Oscuri i finanziamenti di Onda Rossa: erano frutto di rapine?" Attraverso questa ipotesi, che non avrà naturalmente bisogno di nessun'altra prova giuridica che non sia quella dell'indiscrezione stampa, anche l'inchiesta sulla radio sarà gettata nel grande calderone che è il 7 aprile, 21 dicembre e via almanaccando. In ogni caso, dato che siamo stati scoperti da questi infaticabili segugi, e dato che non dobbiamo a loro di nulla rendere conto, ecco in anteprima per il tribunale proletario, alla cui comprensione ci rimettiamo, l'elenco delle nostre rocambolesche rapine. L'appartamento che ospitava la radio è di una compagna lavoratrice conosciutissima che lo ha messo a disposizione. Il finanziamento base con cui si è aperta la radio è costituito dall'autotassazione speciale che i compagni dell'Enel, del Policlinico e di altre realtà hanno fatto sulle loro tasche, e dalle sottoscrizioni lanciate sui loro posti di lavoro. Inoltre essendo stata la radio aperta nel maggio del '77 ed essendo stata preliminarmente discussa la sua funzione in numerose riunioni con i vari collettivi del Movimento, essa ha goduto subito delle frequepti sottoscrizioni in assemblea. Tutti i lavori (pittura, muratura, impianti elettrici, idraulici, ecc.) sono stati fatti direttamente dai compagni lavoratori dei collettivi. Tutti i materiali di trasmissione sono stati acquistati sul libero mercato, cercando sempre di ottimizzare le necessità di prestazioni tecniche con quelle della spesa. Nessun redattore, nè tantomeno il direttore e il proprietario della testata, sono stati mai, in qualche modo stipendiati. La radio giornalmente, settimanalmente, mensilmente viveva delle sottoscrizioni ordinarie e straordinarie, a cui hanno sempre aderito migliaia di ascoltatori, e che sono sempre state rese di pubblica ragione. Anche i dischi, le cassette, i registratori sono stati in gran parte frutto di sottoscrittori, che invece di lasciare soldi contribuivano con queste cose. Tutto questo appare ai nostri "sabbie d'oro" troppo semplice, troppo poco romanzesco: l'idea che migliaia di persone a Roma abbiano sostenuto la radio, si siano in essa riconosciute, abbiano con essa collaborato o dialettizzato criticamente, li manda in bestia, nel senso che questa umanità è totalmente al di fuori della loro bestialità. Hanno chiesto il controllo bancario sui compagni arrestati e latitanti, sulle loro compagne e figli, ma scavando dentro la nostra pulizia non potranno trovare mai nient'altro che la lotta contro la loro putrefatta infezione sociale. Intanto lo scandaloso sistema dei partiti si è raddoppiata, da 45 a 90 miliardi, la quota del finanziamento pubblico.

 

Buonanotte, compagni

 

 

Come eravamo. Sulle spalle dell'arabo il cannocchiale del colonialista fine '800

 

 

Questo numero dei Volsci esce come supplemento al n.53 di Lotta Continua di Venerdì 7 marzo 1980.

Direttore responsabile: Michele Taverna. Autorizzazione del tribunale di Roma n. 14442 del 13/3/72. Per le noti ragioni burocratiche e amministrative abbiamo cercato un direttore responsabile,"regolarmente" iscritto all'albo dei giornalisti. Ringraziamo l redazioni di Notizie radicali e del Male per la disponibilità dimostrataci, i compagni di Lotta Continua per la concreta collaborazione.

 

 

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