Pubblichiamo la piattaforma della popolazione detenuta di Rebibbia presentata alla delegazione parlamentare il 9/9/81 della delegazione di Rebibbia, rappresentativa di tutti i bracci, (G8-G9-G11-G12). Come si può notare la piattaforma di Rebibbia è simile a quella di San Vittore, di Pescara, di Trani, a dimostrazione che esiste un movimento di lotta che, superando contrasti, intromissioni, pressioni, e punizioni trova nella LINEA DI MASSA, riassumibile nella "agibilità interna-esterna del carcere", l'asse portante di una svolta nel rapporto carcere-società e che ha come obiettivi immediati il soddisfacimento di alcune elementari esigenze. Sulla piattaforma di Rebibbia, il movimento di classe è sostanzialmente d'accordo, avendo individuato da tempo nella legislazione speciale nell' abolizione/depenalizzazione dei reati associativi - in un ampio provvedimento liberatorio - nella socializzazione del carcere, i caratteri fondamentali del programma di lotta. Questa piattaforma rappresenta una prima sintesi delle posizioni espresse dal dibattito che si è svolto nei diversi bracci di questo grande carcere. Esiste ad esempio una certa fiducia nella riforma dei codici che i vari governi continuano a rinviare dal '75, che noi non condividiamo. Questa fiducia è mal riposta perché non porta alla liberazione immediata di migliaia di detenuti come troppo facilmente e impunemente si sostiene, anche perché il processo "all'anglo-americana" del tipo Perry Mason, non cambia nella sostanza, bensì razionalizza la giustizia borghese. Non cambiano la qualità e la quantità delle pene, anche se vengono abbassati i termini di carcerazione preventiva e ampliato il meccanismo della cauzione: c'è da dire che i nuovi codici sono stati assunti a speranza perché da tempo rappresentano una contraddizione del sistema stante la legislazione speciale. Dopo tante discussioni e iniziative a sostegno delle problematiche dei proletari detenuti, abbiamo deciso - per rendere trasparente il carcere e socializzare le esigenze della popolazione detenuta - di inserire il problema "carcere-liberazione dei compagni" in ogni piattaforma-vertenza a carattere rivendicativo, salariale, sociale, studentesco, pensando che questo sia la condizione-soluzione per non fare del carcere uno specifico e il corpo separato delle nostre attenzioni.Per rendere più agibile il lavoro abbiamo costituito, tra le altre cose, un'agenzia pubblica a cui far pervenire le informazioni di natura repressiva e che l'agenzia penserà a ordinare per distribuirle al movimento, alle fonti ufficiali di informazione, alle istituzioni; il recapito è il seguente: AGENZIA DOCUMENTAZIONE REPRESSIONE - A.D.R.
Via dei Volsci, 22 - Roma

L'agenzia sta pensando a curare una propria trasmissione settimanale a Radio Onda Rossa (al di là di quelle che già ROR produce in proprio) il cui telefono - 491750, va usato solo per telefonate in diretta nella specifica trasmissione e non per chiedere informazioni o lasciare messaggi per l'ADR, a cui va scritto, se si vogliono ottenere risposte o quanto altro richiesto.
I detenuti di Rebibbia, dopo un approfondito colloquio con la direzione, in un clima distensivo tra le parti, consapevoli della gravità della situazione carceraria causata dalla totale inadempienza nella attuazione della riforma del '75, dall'abnorme aumento della popolazione carceraria, dalle crescenti violazioni della Costituzione nell'amministrazione della Giustizia, da rinvio sistematico della riforma dei codici; intendono sollecitare i destinatari di questo documento, per le funzioni che ad ognuno competono, ad impegnarsi nell'affrontare sollecitamente i problemi che sono da tempo oggetto di vertenza, appelli e speranze, e sono ormai di dominio pubblico.
Riassumiamo i principali punti:
1. Condizioni igienico-sanitarie ed alimentari del carcere
L'assistenza medica è al di sotto di ogni livello di sicurezza. Carenza di personale in grado di fornire un'assistenza preventiva, inesistenza di una struttura di pronto soccorso, attese troppo lunghe per le visite specialistiche che in molti casi possono rivelarsi determinanti. Scarsa assistenza ai tossicodipendenti, mancanza di prevenzione delle malattie infettive questi i problemi più urgenti. L'alimentazione ordinaria è scarsa e neppure le tabelle prescritte molte volte vengono rispettate; così come le diete ordinate dai sanitari che sono comunque, insufficienti. Molti alimenti sono immangiabili caso più evidente è quello della carne del martedì e del giovedì che spesso è un ammasso di filamenti, grasso e nervi che i detenuti in maggioranza sono costretti a rifiutare. Gran parte dell'alimentazione, nonostante gli elevatissimi costi sopportati dalla collettività, è risolto con spese supplementeri dei detenuti e/o dalle famiglie con i pacchi.
2. Socialità e servizi
Colloqui di 40 minuti scarsi con bancone e mezzi vetri divisori impediscono qualunque rapporto umano ed affettivo con parenti e familiari, mogli, mariti o figli. Sono prevalentemente impediti i rapporti con amicizie presistenti alla detenzione. Richiediamo l'aumento della durata dei colloqui, la sostituzione dei banconi con tavoli e che l'amministrazione si ponga il problema, già risolto in molte altre nazioni, di permettere colloqui privi di ogni sorveglianza. Le attività, sociali, a parte alcune attività sportive, sono pressocché inesistenti. Richiediamo a questo fine, che siano istituite, conformemente al testo della riforma, corsi protessionali, scuole di lingue, di musica, di arti figurative, ecc., attività culturali e di svago. Le strutture ci sono, ciò che manca è la volontà. Richiediamo che a questo fine siano interessate la Regione, la Provincia e il Comune di Roma, abilitati dalla riforma ad intervenire con proprie iniziative che siano utilizzabili dai detenuti di tutti i raggi.
3. Revisione delle norme disciplinari. Smilitarizzazione del carcere
Nel carcere vige un crescente regime militare; tant'è vero che la richiesta di smilitarizzazione del personale di custodia è stata totalmente disattesa e che sono stati posti a guardia dei muri di cinta carabinieri e guardie di P.S. La maggior parte delle volte, ad ogni richiesta dei detenuti, si è prevalentemente risposto, da parte di molte direzioni carcerarie, con i trasferimenti punitivi, la crescente "differenziazione", le celle di punizione, i pestaggi etc. Contro questi comportamenti richiediamo per affrontare i problemi interni del carcere, l'istituzione di commissioni espresse direttamente dai detenuti che sanciscono la possibilità degli stessi di affermare i propri diritti individuali e collettivi senza che siano costretti, per la disperazione, a frequenti pratiche di autolesionismo. I detenuti sono cittadini a tutti gli effetti. È completamente assurdo che siano sottoposti alle leggi di un ordinamento di tipo "militare" che li priva di tutti i diritti garantiti dalla Costituzione. E tra questi c'è il sacrosanto diritto di associazione sui propri interessi e a difesa e tutela della propria condizione. Tale privazione è ancora più grave se si considera che circa il 70% della popolazione carceraria si trova attualmente in attesa di giudizio.
4. Riforma del codici. Depenalizzazione. Amnistia
E' in atto, in luogo della riforma, una controriforma: preventive sempre più lunghe, mandati di cattura ciclostilati, estensione ed abuso di ogni reato associativo per estendere le carcerazioni preventive, processi che non si fanno nuove leggi sui "pentiti" che ledono i più elementari diritti e principi costituzionali, possibile introduzione dei "testi segreti" e quindi privazione di ogni possibilità di verifica, di vaglio delle accuse, di confronti. Crescente arbitrio dei giudici istruttori al di fuori di ogni distinzione tra il Pubblico Ministero e il Giudice Istruttore, mortificazione di tutti i diritti degli avvocati difensori che non sono più in grado di garantire la difesa dei loro assistiti, crescente illegalità della procedura penale, carcerazione aspetti di degenerazione della giustizia, che risolvono con il carcere tutti i problemi che non vengono risolti dalle riforme sociali, i detenuti di Rebibbia chiedono:
- riduzione drastica della durata e dei casi di applicabilità della carcerazione preventiva.
- celebrazione rapida dei processi
- applicazione estensiva della semilibertà, dell'affidamento sociale, dei permessi, delle licenze. Effettivo godimento della riduzione dei "40 giorni", estensione di tutte le agevolazioni ai reati che oggi non le contemplano, possibilità di lavoro per tutti coloro che ne hanno bisogno e che ne fanno richiesta, problema reso ancora più attuale dalle attese interminabili dei processi.
- tribunale della libertà come organo di controllo sui giudici ''politici'', i giudici "poliziotti".
- avvicinamento della detenzione al luogo di residenza.
- depenalizzazione, condono e amnistia che sanino le gravissime inadempienze della giustizia che non cosentono di avviare la riforma dei codici.
5. Rapporti con le Istituzioni
Oltre alla istituzione di commissioni interne al carcere e di commissioni miste con le, forze sociali e gli organi preposti all'attuazione della riforma, oltre all'effettivo funzionamento di quelle già previste, i detenuti richiedono un maggiore interessamento del Parlamento, della stampa, degli Enti Locali, dell'Ufficio del Giudice di Sorveglianza, sui problemi sollevati e, a tal fine richiedono:
- la possibilità di rapporti costanti con una commissione parlamentare,
- la presenza sistematica del Giudice di Sorveglianza nelle vertenze,
- la possibilità, per commissioni di detenuti di comunicare direttamente con la stampa con frequenza periodica sia sulle condizioni interne che su tutti gli aspetti di carattere giudiziario.
I detenuti di Rebibbia intendono su questi temi affermare i propri diritti ed esprimere pacificamente le proprie istanze, condannano il clima di violenza e repressione instaurato da molte direzioni carcerarie e dalla politica ministeriale che viene sovente strumentalizzata da molti organi di stampa. Questo clima non fa che esasperare la situazione interna al carcere già ampiamente deteriorata dalla inadempienza degli organi preposti all'esercizio della Giustizia. I detenuti di Rebibbia sollecitano pertanto il Parlamento a decisioni rapide ed incisive.
Roma, Settembre 1981