Gli Indiani metropolitani scrivono al ministro Kossiga

Karo ministro.....
con grande soddisfazione abbiamo potuto vedere, dalla scatola magica, il tuo viso pallido di stampo teutonico, udire la tua lingua biforcuta sibilare e la tua voce metallica sputare veleno contro il popolo degli uomini.
"Sappiano, questi signori, che non permetteremo che l'Universitá diventi un covo di indiani metropolitani, freaks, hippies. Siamo decisi ad usare quelle che loro chiamano le forme di repressione e che io chiamo le forme dell'ordine e della legalitá democratica".
Con queste parole ci hai dichiarato guerra.
Siamo rimasti con gli occhi fissi sulla scatola magica; non ti abbiamo consigliato di farti una pera né ti abbiamo ricordato la tua condizione psicopolitica ("sceeemo!!").
Nel nostro sielnzio c'era invece tutto l'odio che il popolo degli uomini puó esprimere per la tua sporka razza, tutto l'odio che centinaia di migliaia di giovani dai ghetti della metropoli disumana hanno urlato e urleranno contro una societá mostruosa che oggi vorrebbe costringerci con la violenza alla rassegnazione.
Ma la parola rassegnazione esiste solo nella vostra lingua, nei vostri putridi rapporti sociali, nei vostri sguardi spenti e privi di umanitá.
No, ministro Kossiga, NOI NON CI RASSEGNEREMO MAI !!!
PERCHÉ LA NOSTRA VOGLIA DI VIVERE É PIÚ FORTE DELLA TUA SETE DI MORTE, PERCHÉ NEI NOSTRI COLORI DI GUERRA E DI FESTA C'É IL ROSSO DEL SANGUE DI CENTINAIA DI GIOVANI, DI COMPAGNI ASSASSINATI NELLE PIAZZE DAL TUO ORDINE DEMOCRATICO, ASSASSINATI NELLA DISPERAZIONE DEI GHETTI DALL'EROINA, ASSASSINATI NEI POSTI BLOCCO SOLO PERCHÉ GUIDAVANO UNA MOTO SENZA TARGA E SENZA PATENTE !
Vorresti ricacciarci nelle riserve che ci avete costruito, nei ghetti della nostra condizione di emarginazione e disperazione.....
Ma ormai non é piú possibile perché é proprio da questi che é esplosa la nostra ribellione. Non é piú possibile perché mai come in questi giorni il popolo degli uomini ha ritrovato sé stesso, la sua forza; la sua gioia di vivere collettivamente, la sua rabbia e la sua sete di comunismo.
Le tue giacche blu vestite da marziani ci hanno cacciato dall'unversitá, credendo cosí di poter spezzare il nostro sogno, il nostro desiderio di trasformazione di noi stessi e del mondo.....
Ma con i vostri cervelli di latta capaci solo di ordire fame, repressione, violenza, leggi speciali e morte, non avete capito che non potrete mai piú ditruggerci, perché la nostra rabbia, la nostra fantasia urlano piú forte della vostra sete di vendetta.
Torneremo nell'universitá perché vogliamo prenderci tutta la cittá, perché vogliamo trasformare le nostre riserve, i quartieri ghetto, nei COVI EVERSIVI che nessuno potrá mai chiudere perché un popolo non puó essere messo fuorilegge. L'emarginazione cui ci avete costretti é diventata la nostra forza rivoluzionaria, é la chiave della nostra rivolta !!!
Ministro Kossiga, accettiamo la tua dichiarazione di guerra, ricordandoti che la nostra ascia l'abbiamo dissoterrata giá da molte lune.
Sappi che impegneremo tutte le nostre forze, tutta la nostra fantasia affinché la battaglia contro te e il tuo governo che ti ha incaricato di reprimerci, si trasformi nella guerra per la disfatta totale della tua sporka razza.
Finché l'erba crescerá sulla terra, finché il sole scalderá i nostri corpi, finché l'acqua ci bagnerá e il vento ci soffierá nei capelli NON SOTTERREREMO MAI PIÚ L'ASCIA DI GUERRA !!!

gli indiani metropolitani di Roma-nord