Analisi, esperienze concrete e una linea di lavoro operaio
1- Tendenze di fondo della situazione economica; politica economica del capitale
Con la fine del 1965 il sistema economico italiano è entrato in una fase di ripresa, dopo i tre anni critici 1963-1965; il 1967 ha segnato l'entrata nella fase di espansione vera e propria, con rilevanti saggi di incremento produttivi e degli investimenti. I tratti del processo di ripresa e di espansione sono caratterizzati da una forte riorganizzazione di tutta l'economia italiana, iniziata nella fase precedente della crisi: riduzione delle imprese e dei settori marginali, nuove concentrazioni produttive e finanziarie, elevamento del livello tecnologico con una selezione degli investimenti a vantaggio di certe imprese, zone e settori, a svantaggio di altri. Tutto ciò - processi di concentrazione e di centralizzazione del capitale, ammodernamento tecnologico, selettività degli investimenti, abbandono di zone e settori - avviene nel quadro di un progetto più generale: la progressiva integrazione internazionale del capitale, a livello europeo e mondiale, nel quale la borghesia italiana è inserita ed opera per migliorare la propria posizione; in tal senso essa ha recuperato in parte gli squilibri preesistenti in materia di produttività (l'incremento della produttività industriale programmato nel piano quinquennale italiano è superiore a quello di ogni paese europeo). L'integrazione internazionale non è subita dai gruppi dominanti della borghesia italiana (per esempio in termini di penetrazione neocolonialista di capitale USA in rapporto ad una borghesia compradora e burocratica di paese sottosviluppato), ma da essa attivamente sostenuta: si pensi a tutta la politica economica del centro-sinistra. Perchè vadano in porto le operazioni economiche a lunga scadenza che abbiamo sommariamente riportato, è necessario un supporto attivo da parte dello Stato borghese, tanto in materia di politica economica, quanto dal punto di vista di operazioni politiche più generali. In sostanza, perchè vadano in porto certe operazioni economiche, esse debbono fondarsi in primo luogo sul forte aumento dello sfruttamento del lavoro. Tale processo è in atto fin dal 1964 e caratterizzerà tutto un periodo dello sviluppo capitalistico italiano, quello della sua riorganizzazione e del rialzo accelerato del suo livello di produttività; per svilupparsi senza scosse ha bisogno di certe condizioni politiche, ed in tal senso è essenziale il ruolo dello Stato. La politica economica del centro-sinistra ha contribuito a determinare le tendenze qui sopra accennate e il loro peso. Ai fini dell'integrazione internazionale, decisiva è stata la politica economica interna: l'accelerazione dei tempi della crisi del 1963, con le restrizioni del credito e della spesa pubblica; lo stimolo alla ripresa e all'espansione con i crediti agevolati prima all'industria poi all'edilizia, e con numerose altre misure. Attraverso la politica economica del centro-sinistra si è espressa con una certa coerenza una direzione capitalistica dell'economia saldata ai gruppi economici più consistenti e dinamici; essa ha trovato la sua formulazione nelle direttrici fondamentali del piano quinquennale, e può essere così sintetizzata:
a) comprimere i costi che il capitale deve pagare in momenti critici come quello attuale e sostenere la politica di incentivazione del saggio di profitto e scaricare l'onere maggiore, derivante dai processi economici in atto, sui lavoratori (intensificazione dello sfruttamento)
b) necessariamente, quindi, una politica accorta verso i sindacati, CGIL in particolare, tesa a condurli tutti in una logica di corresponsabilità nei confronti dell'economia nazionale, delle sue prospettive di stabilità e di sviluppo (la mitologia inconsistente della programmazione democratica, dell'intervento antimonopolistico e liquidatore di vecchi e nuovi squilibri da parte dell'industria di stato, del rilancio delle funzione del parlamento ecc.), e a stimolare l'integrazione tra organizzazioni sindacali e apparato statale, che ha tra le sue principali basi di partenza la socialdemocratizzazione dei partiti operai tradizionali.
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