GIUGNO '71

 

Il nostro COLLETTIVO DI LOTTA FEMMINISTA (1) si è formato spontaneamente e lavora in piccoli gruppi di dieci, quindici donne, che si riuniscono settimanalmente. Alcuni portano avanti degli studi su argomenti specifici, mediante la lettura e discussione di articoli e documenti. Altri confrontano le esperienze personali o dibattono liberamente i problemi della donna e le loro cause. Tutti i gruppi si riuniscono una volta al mese in assemblea confrontando i lavori svolti e decidendo le azioni da fare. Cerchiamo sempre di evitare all'interno di ogni gruppo l'insorgere di posizioni di prevalenza di alcune rispetto alle altre. Le più preparate non devono assolutamente imporsi alle meno preparate. La nostra crescita può essere garantita solo se ci confrontiamo e ci comportiamo come una base di uguali senza capi e senza autoritarismi. Ogni gruppo è libero di elaborare la propria metodologia di ricerca, di analisi e di lotta. Ogni tanto alcune portano sul tappeto il problema dell'ideologia, dicendo di sentire il bisogno di un'ideologia comune e ben definita. Ma per ora il problema è prematuro. Oggi siamo circa centocinquanta e il nostro peso politico è poco. In tutta Italia ci saranno forse mille femministe, la cui esistenza, insieme all'eco dei movimenti simili attivi negli altri paesi, ha provocato un certo interesse tra il divertito e il commiserevole di stampa e televisione, mentre ha portato i partiti a prendere un improvviso interesse per i problemi femminili. Oltre ad aprire un nuovo filone di vignette umoristiche. Solo il giorno in cui saremo cinquanta o centomila si porrà il problema dell'ideologia, ma non potrà che nascere da una scelta democratica fatta in base alla maturazione che avremo raggiunto nel frattempo. Per parlare o muoverci all'esterno una base ideologica non è necessaria. Primo, perché non intendiamo rivolgerci agli uomini, i quali soli sentono il bisogno di inquadrare e sistematizzare tutto, per il semplice motivo che non potremo mai rivolgerci a loro se non da una posizione di forza, data da un numero sufficiente. La forza è la sola cosa che sono in grado di capire, dato che non hanno mai fatto niente per noi, anzi, in alcuni casi, come nei paesi socialisti, hanno tradito le loro promesse. Secondo, perché rivolgendoci alle donne, sarebbe inutile e forse controproducente. Le donne hanno un diverso senso pratico e non si interessano di cose troppo di là da venire e troppo astratte, come prova il fatto che nessun partito politico ha mai fatto veramente presa su di loro. In più sono in grado di accettare, anzi, probabilmente preferiscono un linguaggio più piano e meno acculturato. In questa fase del nostro movimento escludiamo la presenza degli uomini alle nostre riunioni. Senza autonomia né individualità, con una storica sfiducia in se stesse, le donne hanno bisogno, all'inizio, soprattutto di incontrarsi, di comunicare, di riconoscersi le une nelle altre come non è mai avvenuto nel corso dei secoli, forti della costatazione che la nostra oppressione "castale" travalica gli stessi privilegi di classe. Il sistema capitalistico si serve della donna per mascherare la vera oppressione e alienazione del maschio, restituendogli l'illusione di possedere, tramite lei, una parvenza di autorità e di autonomia che, di fatto, anche l'individuo maschio non ha più. A questo gli uomini si sono profondamente assuefatti e non sono certo pronti a smascherare a sé stessi e agli altri questa gigantesca illusione. Il divario culturale tra uomo e donna è un prodotto storico e tale divario riprodurrebbe all'interno del nostro movimento l'eterna subordinazione della femmina al maschio. Noi non potremo certamente compiere la nostra liberazione da sole poiché essa passa attraverso i nodi strutturali e sovrastrutturali di un sistema sociale che opprime ambo i sessi, ma prima che questa unione si verifichi dobbiamo riunirci, rafforzarci, e chiarire soprattutto a noi stesse che questa lotta va fatta e che la vogliamo fare in prima persona. Ogni gruppo è libero di passare all'azione esterna non appena è ritenuto possibile dai suoi membri. In questo modo ogni gruppo ha la possibilità di confrontare la propria analisi con la realtà che ci circonda. Dei rapporti tra i vari gruppi si occupa un gruppo di coordinamento, a cui ci si può rivolgere per qualsiasi informazione.

(1) Oggi Movimento Femminista Romano.

 

COLLETTIVO DI LOTTA FEMMINISTA