DEVE CAMBIARE, DATO CHE E' COSI'

 

 

Poichè fino ad oggi hanno trattato

discusso e tirato conclusioni

sul sesso femminile

quasi esclusivamente maschi sapienti

e solo qualche donna "collaborazionista",

ci prendiamo il diritto,

del resto sacrosanto,

di essere noi donne le uniche esperte

in tale campo.

Il maschio ha bisogno,

per provare la propria superiorità,

che la donna sia inferiore.

Come il padrone che per essere tale

necessita di schiavi.

Se soltanto uno dei meccanismi

psicologici e non, salta,

l'insicurezza comincia a farsi strada,

i ruoli mostrano sfilacciature

nell'antica maschera,

la verifica continua, giornaliera

costante della soggettività maschile

costruita sulla

oggettività femminile

non può essere più fatta.

Anche la donna è soggetto.

Esiste un io femminile.

La donna può essere indipendente.

Queste verità sconvolgono i piani precostituiti

da millenni di soggezione all'uomo

che ricava la sua forza

e la fiducia in sé

da questo falso processo unidirezionale.

Quindi la prima causa dell'oppressione

femminile

è da vedersi in questo primato artificiale.

Il sesso diventa politica,

mezzo per ottenere privilegi,

causa di differenziazioni economiche e sociali.

Il maschio ha inventato l'uterofobia

ed esaltato il pene.

Più il sesso femminile è degradato

più quello maschile impera.

Mai, nei trascorsi millenari cicli storici

si è messo in discussione il sesso

maschile,

che è uscito pulito, sacralizzato, deificato

da ogni contesa.

Le antiche storie bugiarde

che hanno confinato il sesso della donna

in ghetti,

avvilendolo, mortificandolo, insultandolo

sporcandolo

vanno spazzate via,

l'orrenda divisione politica

che vede la donna usata

come madre

come compagna

come prostituta

finalmente annullata.

La nostra integrità è un diritto che rivendichiamo

con la totale gestione del nostro corpo

e della nostra disponibilità

Clitoride, vagina, utero.

Piacere e creatività.

Oggi noi sappiamo che il destino biologico

è un' invenzione culturale

struttura comoda

su cui il maschio ha costruito il monumento

ai suoi privilegi.

E poichè sappiamo; schiodiamo, sbulloniamo sfasciamo

quest'impalcatura;

abbiamo da perdere

solo il tallone che schiaccia i nostri

colli

spazzando via tutti i pregiudizi

"falsi e bugiardi"

che ci costringevano ad una vita umiliante, indecente,

triste, distruttiva.

La donna che crea mondi d'uomini

vuole gestire la propria creazione

il proprio piacere

il proprio sesso.

Mettiamo in discuissione e rigettiamo

tutte le teorie maschilineari

dall'invidia del pene al complesso di castrazione.

Visto che il possesso di un pene,

vera maschera sociale,

ha sempre voluto dire potere

dato che regge

i governi,

le chiese,

le banche,

gli ospedali,

le caserme,

i partiti,

i sindacati,

le fabbriche,

gli uffici,

cominciamo a cambiargli nome

in "invidia del potere"

in quanto poi all'esilarante

favola

del complesso di castrazione

sappiamo che non ci riguarda

visto che non ci compete in assoluto.

Noi siamo fiere della nostra clitoride,

della nostra vagina,

del nostro utero,

mare profondo di vita.

Fiere delle nostre mestruazioni

che esaltano la nostra femminilità

che acuiscorio i nostri sensi

che preparano la vita

testimonianza mensile

del nostro rapporto con la creazione.

Se mai ci verrà voglia di pregare

questa sarà la nostra preghiera:

 

Madre ti ringrazio di avermi fatto donna!

 

 

Edda