Lotta di classe e femminismo

 

<<Apparentemente per caso, in realtà perchè ciascuna di noi aveva sentito il bisogno di tale presa di contatto, c' è stato un incontro di due giorni a Padova di donne del movimento femminista di quattro paesi. Questi paesi sono Inghilterra, Francia, Stati Uniti e, naturalmente, Italia. Tutte noi abbiamo avuto o continuiamo ad avere contatti con sezioni della sinistra extraparlamentare e abbiamo constatato di avere in comune alcuni giudizi nei confronti di tale sinistra e all' interno del movimento femminista complessivo. Ci identifichiamo come femministe marxiste assumendo questo ad indicare una nuova definizione di classe dal momento che la vecchia definizione aveva limitato la portata e l' efficacia dell' azione sia della sinistra tradizionale che della nuova sinistra. Questa nuova definizione si basa sulla subordinazione dei lavoratori senza salario ai lavoratori salariati dietro cui si nasconde la produttività cioè lo sfruttamento del lavoro della donna nella casa e la causa del suo più intenso sfruttamento fuori. Tale analisi di classe presuppone una nuova area di lotta, la sovversione non solo della fabbrica e dell' ufficio ma dell' intero contesto sociale. Presuppone parimenti l' interdipendenza ai fini della rivoluzione comunista della lotta nelle due aree di produzione, la casa e la fabbrica, e la distruzione definitiva della natura ancillare della lotta della donna all' interno della lotta di classe. Questa assunzione della natura ancillare della lotta della donna deriva direttamente dalla falsa idea che il lavoro della donna nella casa è ancillare alla riproduzione e allo sviluppo del capitale, falsa idea che per tanto tempo ha ostacolato noi tutte. All' interno del movimento femminista perciò noi rifiutiamo sia la subordinazione della lotta di classe al femminismo sia la subordinazione del femminismo alla lotta di classe. Lotta di classe e femminismo per noi sono una stessa cosa, dal momento che il femminismo esprime la ribellione di quella sezione di classe senza di cui la lotta di classe non può generalizzarsi, allargarsi e approfondirsi. Noi crediamo che queste due posizioni del movimento femminista siano state e siano una risposta alla gestione maschile della lotta di classe; o la nostra acritica accettazione della loro frammentaria teoria e pratica politica, o il nostro acritico rifiuto della classe in risposta a tale accettazione. Mentre ci collochiamo senza ambiguità tra le forze rivoluzionarie in qualunque paese ci troviamo, riaffermiamo la necessità dell' autonomia del movimento femminista. In apparenza tale autonomia è sembrata limitarsi al rifiuto della sinistra. E' in realtà la positiva espressione del livello di lotta della donna. E' perchè solo un movimento autonomo tende a costituire una leva di potere sociale per le donne che offre la sola possibilità di scoprire gli obiettivi, le forme e i luoghi di tale lotta e perciò di condurlo avanti. Conseguentemente il nostro rapporto con la sinistra, mentre possiamo utilizzare informazioni e contatti sarà sempre secondario e subordinato a tale autonomia. Per queste ragioni desideriamo mantenere e sviluppare nostri contatti internazionali, nostre pubblicazioni in più lingue e nostre discussioni comuni che tendano ad una comune azione di massa che superi i confini nazionali>>.

 

Collettivo Internazionale Femminista Padova 1972

da << Il personale è politico>> - Musolini Editore - 1974 -