REFERENDUM PER L'ABROGAZIONE DELLA LEGGE SUL DIVORZIO

 

Messe di fronte alla scelta fra un si e un no dichiariamo subito che siamo per il NO all'abrogazione della legge Fortuna-Baslini. Non si può abolire una delle poche timide leggi laiche del nostro paese. E non si può oggettivamente mettersi dalla parte della Sacra Rota, del professor Gedda e dei Comitati Civici che consideriamo per principio nemici della donna. Detto questo, dobbiamo precisare che, secondo noi, la legge sul divorzio è classista e quindi assolutamente incapace di risolvere i problemi della famiglia. Porre, come è stato fatto, la legge attuale come un principio dalla cui accettazione o dal cui rifiuto dipenda il futuro della famiglia ci sembra un imbroglio politico e morale. Noi rifiutiamo la questione posta in questi termini. Parteciperemo al referendum e lotteremo per la legge Fortuna-Baslini ma lo faremo soprattutto per mettere in discussione i rapporti fra uomo e donna all'interno della famiglia, per denunciare il doppio sfruttamento che subisce la donna, fuori e dentro casa, uno sfruttamento non riconosciuto, su cui però vive l'intera società. Sarà anche l'occasione per rimettere in discussione i ruoli sessuali che sono dati come naturali e sono invece sociali e riguardano il rapporto fra le classi sfruttatrici e le classi sfruttate. La famiglia secondo noi, così come è vissuta oggi è un luogo di sfruttamento e di oppressione per la donna di tutti i ceti. La reclusione, l'isolamento, la mancanza di rapporti col mondo, il cieco duro lavoro senza orari e senza assistenza sono tutte armi di cui si servono le classi dirigenti per mantenere la donna nello stato di isolamento in cui è e quindi sfruttarla meglio. Perciò noi dichiariamo che ci batteremo contro l'abrogzizione, ma ci batteremo anche per rimettere in discussione il concetto patriarcale, misogino, repressivo e oscurantista della famiglia, così come è intesa oggi nella società italiana.

 

VOLANTINO DEL MOVIMENTO FEMMINISTA ROMANO

27 Aprile '74