Dalla morte di Feltrinelli, fino al ritrovamento, avvenuto in questi giorni, di un vero e proprio arsenale in un covo delle Brigate Rosse a Milano, il "caso", montato con sempre maggior abilità, ha assunto proporzioni ogni giorno più grandiose, in un susseguirsi di "colpi di scena" ben orchestrati. La magistratura, come sempre, in queste faccende ci sguazza bene, incurante di qualsiasi legalità (di fatto per essa l'unica differenza è che legale è ciò che vuole, illegale tutto il resto) trattiene in ostaggio senza prove e prolunga fermi oltre ogni limite, inondando la stampa di accuse contro i gruppi più svariati, mentre nel frattempo Rauti se ne torna in libertà con tutti gli onori. In tutto questo marasma diventa difficile orientarsi e seguire il filo dei fatti, è quindi utile precisare alcune questioni fondamentali:

1°- La logica più credibile che appare all'interno di tutte queste provocazioni è quella (almeno in apparenza) del ricatto preelettorale, per cui, pur riconoscendo l'utilità di un'unità a "sinistra" nel parlamento, a garanzia del controllo sul mondo "operaio", si fa scattare il meccanismo delle provocazioni onde rinforzare sempre più la destra. Questa, nella sua crescita, se da una parte sposta verso di sè tutto l'arco parlamentare (ormai risulta difficile distinguere tra gli slogan, tutti orientati verso "l'ordine", da mantenere o da costruire), dall'altra viene fatta pendere continuamente sul capo dei partiti come alternativa possibile, qualora il piano di unificazione a "sinistra" abbia a fallire. D'altra parte la "sinistra" stessa, con il PCI in testa, si rafforza vieppiù col rilancio di vecchie parole d'ordine di stampo resistenziale, per cui il nemico, più che il lavoro e il capitale, di cui il PCI è senz'altro custode e sostenitore, parrebbe essere solo Almirante ed i suoi sgherri, tutto ciò cercando di mascherare il significato reale dell'unità parlamentare che sì vuol realizzare. Resta da vedere se gli avvenimenti in corso sono semplicemente una manovra "interna" di ricatti e accordi sotto banco, oppure nasconda in sè valori qualitativamente nuovi dal punto di vista del nazismo imperante. Per il momento è difficile dirlo.

2°- La repressione, da strisciante ch'è sempre stata, diviene virulenta, proprio perchè lo scontro di classe si sta radicalizzando e le istituzioni democratiche devono assumere sino in fondo il fascismo moderno come loro arma (intendiamo per fascismo moderno non solo quello degli sgherri in camicia nera, ma anche quello di tutti i difensori dell'ordine, della legalità, della morale, della famiglia e del lavoro, sindacati e PCI in testa).

3°- I gruppi terroristi e tupamaroidi diventano utili vittime di queste provocazioni. Non solo per la loro ideologia delirante, ma per le loro stesse pratiche. Infatti le loro strutture gerarchiche, militaristiche e politiche agevolano al massimo l'infiltrazione di elementi provocatori, di spie e poliziotti (cfr. in questo numero l'articolo SPIE E PROVOCATORI). Infatti, anche se per metodo non esprimiamo giudizi che possono risultare calunniatori nei confronti di gente che non conosciamo, ci pare evidente che dietro le ultime scoperte poliziesche ci sia una spirale di delazione e di provocazione, oltre ad altrettanto chiare incongruenze dei militanti "in buona fede".

4°- E' necessario mantenere in tutta la faccenda una coscienza lucida di cosa sta avvenendo. E' perciò indispensabile rifiutare ogni tentazione "frontista", e genericamente anti-fascista, che oltre a rivelarsi autorepressive, anticiperebbero la repressione di domani come ogni paranoizzazione autocastrante. Ciò che sta avvenendo è la naturale espressione del nazismo ideologico del capitale, giunto alla sua fase di dominio totalitario. La risposta rivoluzionaria non può essere che di attacco violento (il che non significa scadere nei deliri di tipo politico-terrorista) ad ogni istante e ad ogni momento della società esistente.

 

 

| Sommario | I.S. ~ O.C. ~ Ludd ~ Comontismo | Home |