Per la critica dell'ideologia-merce
[parte prima di cinque]
La società del capitale si presenta sempre più come un enorme accumulo di merci: a quelle classiche della storica produzione materiale si aggiungono in questa fase dello sviluppo capitalista le merci ideologiche e l'ideologia materializzata. Per merci ideologiche si intende il pensiero che si è mercificato, si è reso cioè scambiabile non per un suo intrinseco valore d'uso ma soltanto per il valore di scambio che in esso è incorporato (tipiche merci ideologiche sono, ad esempio, l'arte, la scienza, la religione, la morale etc. così come le norme comportamentistiche ed i comportamenti da esse derivati), per ideologia materializzata si intende invece indicare quelle merci la cui nascita è motivata esclusivamente dall'esigenza di soddisfare un bisogno sociale creato dall'ideologia e dallo spettacolo (tipiche ideologie materializzate sono il turismo, gli spettacolo sportivi e musicali etc ed alcuni oggetti particolari quali l'hula hoop, lo scoubidou, le palle click-clack etc.). E' possibile riunire nella definizione di ideologia-merce questi due aspetti della produzione attuale del capitale, poichè questo termine indica chiaramente ciò che entrambi i prodotti hanno in comune: gli uni l'essere merce per i fini dell'ideologia e l'essere ideologia per i fini della merce gli altri. I due tipi di prodotti sono scambiabili attraverso un equivalente classico, il denaro.
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Notazione storica.
La produzione, la circolazione e il consumo di ideologia-merce da un lato sono stati imposti dallo sviluppo enorme assunto dalla produzione delle merci materiali e dall'organizzazione sociale ad esso conseguente: d'altro lato essa rappresenta la più recente e sostanziale soluzione che il capitale ha posto in atto nell'impossibile tentativo di superare le proprie contraddizioni, intendendo per esse il processo contemporaneo di valorizzazione e di devalorizzazione che è storicamente insuperato ed è in sè superabile, nonostante i moderni tentativi del capitalismo in questo senso (cfr. "Preliminari sul comontismo", in PER L'INFEZIONE GENERALE). La produzione e l'amministrazione di ideologia non sono quindi definibili come sovrastrutture classiche, ma come direttamente ed immediatamente strutturali. Di conseguenza, dal momento che i rapporti di produzione e le forme storiche in cui si manifestano determinano le relazioni sociali, e che le relazioni sociali rivivono nei rapporti interpersonali, si può affermare che nella società presente i rapporti ideologici sono veri e propri rapporti di produzione e che la creazione del processo produttivo di ideologia-merce ha modificato e modifica l'essenzialità produttiva e riproduttiva della società. Inoltre una merce che si presenta come puro valore di scambio, autonomizzato da ogni valore d'uso o utilità umana immediata, è il risultato obiettivo di un processo di produzione in cui il lavoro umano tende ad identificarsi con il lavoro astrattamente umano, mera quantità, per cui il lavoro stesso è realmente, essenzialmente, immediatamente e totalmente sottomesso al capitale. Questo tipo di merce è dunque il risultato della produzione per la produzione, il che correttamente significa che è il risultato della produzione compiuta all'unico ed esclusivo fine della autovalorizzazione del capitale. Insomma il capitale, in quanto valore in processo, trova nella produzione di ideologia-merce la forma storica della sua espressione in quanto reale dominio.
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