Vogliamo un aumento salariale per tutti e che sia grosso

 

 

Il costo della vita aumenta continuamente. Non ci libereremo mai della schiavitù del salario, cioè dal lavoro sotto padrone, finchè lotteremo soltanto per aumentare le nostre paghe. Perchè appena i padroni sono costretti dalle nostre lotte a concederci qualcosa con una mano, se lo riprendono subito con l'altra. Ci aumentano un pò la paga e si sono già ripresi tutto con l'interesse, aumentando i prezzi. Questo non vuol dire però rinunciare agli aumenti salariali, perchè i prezzi aumentano continuamente; e se non aumentano le paghe, finiremo per lavorare gratis! Quando gli operai hanno cominciato questa ondata di lotte autonome che ha squassato il sistema dei padroni, negli ultimi anni, la cosa che chiedevano di più erano i soldi, perchè i soldi sono quello che serve per continuare a vivere in questa società di merda. Poi i padroni hanno cominciato a stringere i cordoni della borsa: le lotte continuavano ma i padroni non mollavano più niente: cioè, diritti sindacali, comitati, e truffe del genere, continuavano a concederli; ma soldi sempre meno. Gli operai si sono accorti che per avere un aumento, un aumento che serva veramente a tener dietro al costo della vita, ci vuole la forza: una forza che gli operai di una sola fabbrica, anche grossa, anche la FIAT, non possono avere; che possono avere solo gli operai di tutte le fabbriche quando lottano insieme, cioè tutta la classe operaia unita nella lotta dura. I sindacati sono i servi dei padroni. Quando i padroni fanno banchetto perchè l' "economia è florida", cioè lo sfruttamento viaggia a gonfie vele, i sindacati si occupano di far arrivare agli operai qualche briciola di questo banchetto. Ma quando l'economia va male, quando i padroni sono in "crisi", la prima cosa a cui pensano i sindacati è che a tirar la cinghia cominciano gli operai. E' esattamente quello che i sindacati hanno fatto nel '66/'67. Anche allora c'era la "congiuntura" e i padroni piangevano miseria. I sindacati non hanno pensato di meglio che rinunciare a chiedere aumenti salariali, e infatti i contratti del '66/'67 sono stati un vero bidone, in cui non si è ottenuto nulla e si è perso molto. Quest'anno i sindacati si sono inventati una nuova truffa per non farci chiedere aumenti di salario. "Facciamo guadagnare un pò di soldi ai padroni - dicono in sostanza - e poi li costringiamo a utilizzarli per industrializzare il meridione". Con questi argomenti, un anno e mezzo fa, avevano già giustificato la deroga all'orario di lavoro connessa alla FIAT, in cambio della promessa di costruire delle fabbriche al sud. Come se i soldi che i padroni rapinano con lo sfruttamento della classe operaia finissero nelle tasche dei proletari del meridione. In realtà questi soldi i padroni li usano per una cosa sola: organizzare meglio lo sfruttamento della classe operaia al nord e deportare nelle loro fabbriche e nelle loro città schifose nuovi proletari dal sud: cioè maggiore sfruttamento per i proletari al nord come al sud. Non abbiamo alcuna intenzione di lasciare carta bianca ai padroni. A noi di rovinare i padroni non ci fa tristezza: la loro morte è la nostra vita. Gli aumenti salariali li vogliamo e che siano grossi. Non sono le cinque o le diecimila lire che ci ripagano di quello che i padroni ci hanno rubato in questi anni. Ci vogliono trenta, quarantamila lire per tirare di nuovo il fiato. Allora è chiaro che se continuiamo a lottare solo fabbrica per fabbrica, la forza per strappare un vero aumento salariale non ce l'avremo mai. Ma se la classe operaia lotterà tutta assieme, allora la forza per strappare un aumento salariale ce l'avremo e come!

 

 

 

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