Vogliamo la categoria unica

 

 

Nella primavera del '69 gli operai della FIAT diedero inizio ad una serie di lotte autonome che dura ancora adesso. L'obiettivo principale per cui erano scesi in lotta è quello della seconda categoria per tutti. Da allora in poi, non solo alla FIAT ma in tutte le fabbriche, ad ogni nuova lotta gli operai non hanno mai rinunciato a questo obiettivo, che è fondamentale, perchè rappresenta il principio che di fronte al padrone gli operai sono tutti uguali, che hanno tutti gli stessi bisogni, che non vogliono farsi dividere dal padrone con le differenze di paga, che non sono disposti a leccare per guadagnare di più o per far carriera. Gli operai non vogliono essere pagati per il lavoro che fanno, tanto più che il lavoro sotto padrone è dovunque ugualmente schifoso e faticoso; vogliono essere pagati in base ai bisogni che hanno e alla forza che hanno di strappare più soldi al padrone. Molti degli obiettivi che gli operai si sono scelti autonomamente, come gli aumenti salariali uguali per tutti, sono stati in seguito imposti ai sindacati, che, seppure contro voglia, e solo per "ingabbiare" la lotta operaia, li hanno dovuti includere nella loro piattaforma. La seconda categoria per tutti, cioè, l'eguaglianza salariale tra tutti gli operai, no. I sindacati non l'hanno accettata e non l'accetteranno mai. Da allora in poi, i sindacati si sono arrabattati in ogni modo per cercare di cancellare questo obiettivo dalla testa degli operai, per distorcerlo e trasformarlo nell'obiettivo tanto caro al padrone, di introdurre, anche tra gli operai, una "carriera" con i suoi scatti e le sue promozioni, così come c'è tra gli impiegati. Se padroni e sindacati avessero le mani libere, oggi nelle fabbriche non ci sarebbe più un operaio che prende uguale all'altro, come è successo per tanti anni all' Intersind, dove c'erano 26.000 livelli salariali diversi, grazie al sistema delle "paghe di posto" che per molti anni i sindacati hanno esaltato come una grande conquista della classe operaia. Alla FIAT, fin che han potuto, i sindacati hanno fatto finta che questo obiettivo della seconda per tutti nemmeno esistesse. Quando questo non è stato più possibile, hanno concluso con Agnelli un accordo per distribuire 16.000 seconde categorie tra tutti gli operai FIAT, che sono 140.000, in modo che gli operai si scannassero tra di loro per ottenerla. Per fregare meglio gli operai, hanno formato dei "comitati" con il compito di distribuire queste categorie, in modo che un certo numero di operai si specializzassero a fare la "selezione" tra i loro compagni, per scegliere quelli che il padrone vuol fare andare avanti. L'accordo appena concluso all'Ansaldo, è peggio ancora: cerca di stabilire una vera e propria "carriera" operaia, con sei livelli di paga, in modo che un operaio si debba arruffianare tutta la vita col padrone - o con i sindacati, che è la stessa cosa - per passare da un livello all'altro e percorrere tutta la scala delle retribuzioni. E' la stessa cosa che chiedono i sindacati all'Alfa Romeo. Possiamo prevedere che nei prossimi contratti, la parte più importante della piattaforma sindacale sarà dedicata a chiedere questa "carriera". Ma se guardiamo le cose come stanno, vediamo che gli operai questa carriera non la vogliono e non sono disposti a perdere neppure un minuto di sciopero per averla. Alla FIAT, una squadra dopo l'altra continuano a fermarsi per avere la seconda per tutti. All'Alfa Romeo gli operai non lottano certo per la "carriera", ma per colpire il padrone e organizzarsi in vista delle prossime lotte generali. Lo stesso all'Ansaldo e in tutte le altre fabbriche. L'obiettivo della categoria unica, della parità salariale per tutti gli operai è fondamentale non solo per stroncare i tentativi che padroni e sindacati, in combutta tra loro, stanno facendo. E' un obiettivo fondamentale anche perchè fa saltare tutti gli imbrogli che ci stanno dietro al problema dei "contratti". E cioè che per i sindacati i metalmeccanici devono avere un contratto, gli edili un altro, i chimici un altro ancora, e così via. Un contratto vuol dire una paga e così succede che ogni operaio riceve una paga diversa dall'altro, come se non mangiassimo tutti la stessa roba, non avessimo tutti moglie e figli da mantenere, affitto da pagare, come se i prezzi non fossero aumentati per tutti allo stesso modo. Allora questo è un obiettivo fondamentale delle prossime lotte: categoria unica, contratto unico, tutti gli operai uniti a lottare per le stesse cose.

 

 

 

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