DOSSIER FIAT
ABBIAMO LE PROVE
CHI CORROMPE E CHI E’ CORROTTO
Storia del fascicolo
La perquisizione del pretore è avvenuta il 18 agosto negli uffici di via Giacosa. Il pretore ha messo tutto sotto sequestro, ma si è portato via solo poca roba: 450 schede di persone "sorvegliate" dalla FIAT e circa 40 fascicoli, contenenti prove e ricevute dei compensi elargiti dalla FIAT.
Pochi giorni dopo il fascicolo veniva avocato dalla Procura della Repubblica. Il 6 settembre il procuratore della Repubblica dott. Rosso ne proponeva la remissione alla Corte di Cassazione in base all’art. 55 C.P. Il Procuratore Generale COLLI lo tratteneva presso di sé per più di un mese, forse sperando di farlo scomparire. Verso la metà di ottobre si decideva a rimetterlo alla Corte di Cassazione. Il 25 ottobre il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, dott. Ilari ha dato il suo parere favorevole alla legittima suspicione. La richiesta di remissione sarà discussa dalla Corte di Cassazione il 3 dicembre, Presidente dott. ROSSO (ma è solo un omonimo del precedente).
Le motivazioni con cui il dott. ROSSO ha chiesto la remissione, in soldoni, sono le seguenti:
In forma più breve e sintetica queste motivazioni sono riprese integralmente dall’ "adesione" di COLLI e da quella di ILARI. Nel frattempo l’istruttoria a carico delle persone indiziate è stata sospesa, né agli interessati è pervenuto alcun "avviso di reato".
La nostra conferenza stampa si è conclusa sottolineando i vincoli di amicizia personale che da lungo tempo legano il Procuratore Generale COLLI e l’avvocato Gianni AGNELLI.
CORRUTTORI
Dal materiale sequestrato risulta la responsabilità del dott. GIOIA, del dott. GARINO e dell’ing. BONO, che hanno firmato alcune delle delibere di pagamento in possesso della magistratura. Si profila anche la responsabilità di tutto il Consiglio di Amministrazione della FIAT. La loro attività faceva capo all’Ufficio "SERVIZI DELIBERE", che il pretore non ha perquisito, e che era incaricato di cercare i contatti con funzionari delle Forze dell’Ordine e con personalità politiche.
La responsabilità ricade anche, ovviamente sul signor CELLERINO, ex ufficiale di aviazione ed ex pilota personale di Gianni AGNELLI, che era a capo dell’Ufficio "SERVIZI GENERALI", oggi reintegrato nel suo posto.
Quest’Ufficio era di carattere esecutivo, cioè teneva lo schedario delle persone sorvegliate (circa 150.000 schede) ed effettuava i pagamenti. Questo è l’Ufficio che il dott. GUARINIELLO ha perquisito e da cui ha sequestrato i fascicoli oggi in possesso della magistratura.
Tutti questi signori sono incriminabili in base agli artt. 319, 322 C.P.
CORROTTI
Tra le persone corrotte figurano: quasi tutti i Questori succedutisi a Torino dal ’53 in poi, tra cui il dott. GUIDA (l’ex aguzzino di Ventotene, quello di Corso Traiano e delle bombe di P. Fontana), il dott. PERRIS; alcuni Prefetti tra cui il dott. CASO (di cui si sa che ha spedito l’assegno ricevuto al Ministero degli Interni per cui è chiaro che il Ministro RESTIVO era al corrente di questi traffici) e un comandante della Legione Territoriale dei Carabinieri. Tutti questi signori ricevevano in premio Una Tantum non superiore al milione, milione e mezzo annuo, tanto per chiudere un occhio.
Il dott. ROMANO, il dott. BESSONE, il dott. STABILE, rispettivamente Commissario, Capo della Squadra Politica e Capo di Gabinetto della Questura di Torino; Il colonnello ASTOLFI, capo del Nucleo Investigativo dei Carabinieri, che ricevevano compensi varianti tra le 250 mila e le 400 mila lire mensili per "collaborazioni dirette" più dei premi Una Tantum tra cui alcuni che recavano la motivazione "per collaborazione negli scioperi" o "per collaborazione nelle manifestazioni", il che prova che non si trattava solo di "spionaggio".
Il tenente colonnello STETTERMAYER, invece, capo del SID riceveva "solo" 150 mila lire mensili perché si era offerto lui spontaneamente di vendere le sue informazioni alla FIAT.
Il tenente colonnello STETTERMAYER, attualmente trasferito, entro pochi mesi avrebbe dovuto lasciare il servizio ed entrare a lavorare direttamente alle dipendenze della FIAT. Le delibere per STETTERMAYER sono controfirmate direttamente da GIOIA. Tutti gli altri, circa 150 tra Agenti e Brigadieri di P.S. e dei CC, ricevevano compensi molto modici, di cui a volte essi stessi richiedevano un aumento.
Tutti questi signori sono incriminati in base all’art. 319 C.P.
da: "Lotta Continua" anno III Numero 17/18
del 16 novembre 1971 - Quindicinale