Verso la lotta generale:

Lottiamo per vivere

 

Introduzione

Lavoro o no vogliamo un salario garantito

Vogliamo lavorare di meno: non vogliamo portar via il lavoro ad altri proletari

Vogliamo un aumento uguale per tutti, e che sia grosso

Vogliamo la categoria unica

Vogliamo la casa per tutti

Vogliamo una riduzione dei prezzi dei generi di prima necessità

Vogliamo scuola, trasporti, assistenza gratis

Vogliamo che fascisti e polizia se ne stian ben lontani dalla nostra lotta

 

Alla fine dell'anno scadono i contratti per tre milioni di operai. Ma già nei prossimi mesi ci sarà un grosso sviluppo delle lotte nelle fabbriche, nelle piazze, nelle campagne, nelle scuole. La crisi unifica le condizioni di vita di tutti i proletari; e la repressione che il padrone ci scatena contro rende necessario rispondere con una lotta sempre più generale. D'altronde già oggi nelle lotte che ci sono, gli operai e i proletari vedono chiaro che i problemi che ci troviamo di fronte non possono venire risolti, e nemmeno affrontati, con una lotta particolare, di una sola fabbrica, di un solo quartiere, di una sola scuola, anche se molto dura. La risposta giusta all'attacco del padrone è sempre l'estensione e la generalizzazione della lotta, e oggi questo è tanto più urgente quanto più la crisi e la repressione sono dure e generali. Prepararsi ai contratti, vuol dire organizzarsi in vista di una lotta generale che coinvolge tutto il proletariato: gli operai, i disoccupati, i braccianti, gli studenti e le donne proletarie, le masse sfruttate del nord e del meridione. Nelle lotte particolari di oggi e in quelle dei prossimi mesi, dobbiamo saper individuare e proporre degli obiettivi di carattere generale, che fin da ora devono orientare tutto il nostro lavoro di propaganda, di agitazione e di organizzazione delle masse. Questi obiettivi non devono venir calati dall'alto, come una piattaforma già bella e pronta, ma devono dimostrare di essere, in ogni momento, la risposta giusta ai problemi che le masse si trovano di fronte, e per cui già oggi lottano. Questi obiettivi cioè, non hanno senso senza la prospettiva di una lotta generale, ma devono orientare tutte le lotte particolari che ci sono oggi. Ancora una volta il nostro punto di riferimento sono le grandi fabbriche del nord, gli operai che in questi anni sono stati alla testa della riscossa proletaria. Perchè il modo in cui i problemi, (cioè la crisi e l'attacco dei padroni e dello stato) si presentano in queste situazioni, ci indica già la strada per affrontarli in modo generale; contando sulle forze di tutto il proletariato, ma utilizzando a fondo la forza e l'esperienza che gli operai si sono conquistati negli ultimi tre anni.

 

 

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