Vogliamo che polizia e fascisti stiano ben lontani dalle fabbriche, dalle scuole, dai nostri quartieri

 

 

Vogliamo i nostri diritti: nessuna delle cose che vogliamo è fuorilegge. Perchè non c'è nessuna costituzione del mondo che nega agli uomini il diritto alla vita. Ma appena ci muoviamo per prenderci i nostri diritti, i padroni scatenano contro di noi tutte le loro armi, dalle multe in fabbrica, al ricatto del licenziamento, dalla polizia ai tribunali, dalle galere alle squadre fasciste, fino ad arrivare a sterminare un intero popolo, come stanno cercando di fare in Vietnam. Perchè per i padroni fuorilegge non sono le cose che vogliamo (loro le hanno tutte e molte altre ancora). Fuorilegge siamo noi proletari. Infatti hanno organizzato la nostra vita come una galera. Le cose che vogliamo ce le dobbiamo prendere, e se non abbiamo la forza per difenderci tra noi proletari, c'è sempre qualcuno pronto a farcela pagare cara. Questa verità i proletari la pagano a loro spese fin dalla culla e la continuano ad imparare per tutto il corso della vita, perchè sappiamo fin troppo bene che basta fare un passo falso, a scuola come in fabbrica, in famiglia come in caserma, che i padroni non te la perdonano. I padroni si perdonano solo tra di loro. Lo fanno tutti i giorni, molte volte al giorno: questa è la loro solidarietà di classe. In ogni fase della lotta di classe i padroni hanno dei mezzi diversi per farci ricordare che dobbiamo stare "al nostro posto", il posto che ci hanno assegnato loro. Qualche anno fa la polizia si vedeva poco in giro e con qualche poliziotto ci si poteva fare anche amicizia. Di lotte se ne facevano ancora poche. Adesso c'è la crisi: le lotte sono sempre più dure e continue. La polizia è dappertutto davanti alle fabbriche, nelle scuole, nei nostri quartieri, alle nostre manifestazioni. E questi poliziotti non vengono per "fare amicizia". Vengono vestiti da marziani e pronti a sparare. E non c'è solo la polizia. I fascisti hanno ripreso a scorrazzare per tutta l'Italia. E anche loro sparano. Le galere si riempiono di proletari. Domani, se la lotta di massa continua come è continuata negli ultimi anni, sarà anche peggio: i padroni passeranno all'occupazione militare delle città e dei paesi: già cominciano a farlo. E i fascisti ci aspetteranno sotto casa, come stanno già cominciando a fare. Cinquant'anni fa, in Italia, era la stessa cosa. C'era la crisi anche più grave di come è adesso; la classe operaia e le masse sfruttate lottavano anche più di adesso. Poi i fascisti e la polizia, i padroni e lo Stato, hanno preso i loro "provvedimenti": è venuto il fascismo, cioè la controrivoluzione dei padroni. Gli operai e gli sfruttati non si erano organizzati per tempo per fermargli la mano. Non dobbiamo commettere lo stesso errore. Non dobbiamo aspettarci dai padroni e dal loro stato che siano loro a proteggerci dalla violenza che ci scatenano contro. Non dobbiamo aspettarci che la polizia, i giudici, i nostri governanti si dichiarino apertamente fascisti, per capirlo che lo sono veramente. Nel 1922, quando i veri fascisti, quelli che nei tre anni precedenti avevano finanziato, protetto e aperto la strada ai fascisti in camicia nera pur continuando ad indossare la camicia bianca la divisa e la toga, si sono tolti la maschera, era ormai troppo tardi. Difenderci è un nostro diritto e dobbiamo imparare ad esercitarlo fin da ora. Niente di quello che vogliamo ci verrà regalato, nemmeno il diritto di non finire in galera, o di crepare sotto i colpi di qualche fascista o di qualche poliziotto. Anche questo diritto ce lo dobbiamo saper prendere con le nostre forze. Per questo la polizia e i fascisti devono restare lontano da noi. E dobbiamo avere la forza di imporlo. Liquidare il fascismo vuol dire liquidare i fascisti e prepararci a liquidare tutti i padroni.

 

 

 

 

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