Vogliamo lavorare di meno non vogliamo portare via il lavoro ad altri proletari

 

 

A che cosa serve la disoccupazione lo abbiamo capito in questi anni: a far lavorare di più quelli che restano sotto padrone con la minaccia di perdere il posto. Nelle grandi fabbriche ormai la minaccia di venire licenziato comincia a farsi sentire, tre anni fa non era così: gli operai dicevano "A me se la FIAT mi licenzia, mi fa solo un piacere". Adesso invece trovare un altro posto diventa sempre più difficile, anche perchè la FIAT, e tutte le fabbriche, quando licenziano qualcuno passano il suo nome alla questura e in pochi giorni tutti i padroni lo vengono a sapere. Nelle piccole fabbriche poi, se pianti casino, il padrone minaccia addirittura di chiudere tutta la baracca. Perchè lo vediamo bene che cos'è la crisi per i padroni: licenziano un bel pò di operai, ma poi non si produce molto di meno; la produzione la fanno fare tutta a quella metà di operai che sono rimasti: tagliano i tempi, ti impongono lo straordinario, ti levano il tempo per andare a pisciare, e ti fregano pure sulla busta paga. E se protesti ti dicono che puoi anche andartene. Lavorare di meno è nell'interesse dell'operaio: innanzitutto perchè ogni ora che si fa sotto padrone è un pò di salute che se ne va, e più lavori, più stai male. In secondo luogo perchè la produzione è la forza del padrone, perchè dallo sfruttamento della classe operaia i padroni ricavano tutta la ricchezza che gli permette di comandare su tutto il proletariato, per mezzo dello stato. Se oggi i padroni sono in crisi è perchè gli operai li hanno colpiti nella produzione. In terzo luogo perchè più l'operaio lavora, più il padrone si può permettere di ridurre il personale, licenziando degli operai, o non assumerne di nuovi, e così continuare a usare i disoccupati per ricattare quelli che sono in fabbrica. E' così che la crisi, invece di essere un danno per il padrone, comincia a diventare un elemento di debolezza per la classe operaia. Solo con gli straordinari che si fanno ogni giorno a Milano, si fa il lavoro che richiederebbe altrimenti 100.000 occupati in più. Per questo la lotta contro la produzione, contro l'intensificazione dello sfruttamento, contro il taglio dei tempi, contro lo straordinario, per un accorciamento effettivo della giornata lavorativa, continua ad essre l'arma principale nelle mani della classe operaia per combattere il padrone, anche nei periodi di crisi. Per questo la maniera in cui finirà questa crisi, se i padroni ne usciranno rafforzati, dopo aver piegato la schiena alla classe operaia, o se invece questa crisi sarà proprio l'inizio della fine per tutti i padroni e per il loro sistema di sfruttamento, dipende in gran parte da come gli operai sapranno continuare la loro lotta contro la produzione. Anche con la mutua padroni e sindacati ci hanno fregati. Gli operai hanno lottato per avere la mutua come gli impiegati, cioè di potersene stare a casa quando non si sentono di lavorare, e venir pagati lo stesso al cento per cento. I sindacati, nell'autunno caldo, ci avevano detto che avevamo vinto e adesso salta fuori che la mutua al cento per cento ce l'abbiamo solo i primi due mesi, e poi ci pagano solo a metà, cioè meno di prima. Questo è un provvedimento padronale contro l'assenteismo, così anche la mutua diventa un imbroglio per farci lavorare di più e per toglierci la nostra libertà. Allora la lotta contro la produzione, contro l'intensificazione dello sfruttamento, contro il tentativo di far lavorare di più quelli che restano in fabbrica per licenziare gli altri, deve avere degli obiettivi precisi: NO ALL'AUMENTO DELLA PRODUZIONE, NO ALLO STRAORDINARIO, RIDUZIONE DI ORARIO A PARITA' DI SALARIO PER TUTTI (E SOPRATTUTTO NELLE FABBRICHE DOVE GLI OPERAI VENGONO MESSI A CASSA INTEGRAZIONE), MUTUA PAGATA AL 100 PER CENTO TUTTO L'ANNO. Licenziano e mettono a cassa integrazione perchè dicono che non c'è lavoro per tutti: molti padri di famiglia restano a casa e intanto devono mandare le loro mogli, i loro figli a sgobbare per una miseria perchè per chi non avanza nessun diritto i padroni trovano sempre da lavorare. In Italia ci sono più di un milione di disoccupati e più di un milione di bambini sotto i 14 anni che lavorano, più di un milione di donne che lavorano a domicilio e nessun proletario anziano riesce a sopravvivere senza lavorare se deve contare solo sulla sua pensione. Nessun padrone deve più sfruttare dei bambini o degli anziani e usarli per creare disoccupazione tra i proletari che hanno famiglia.

 

 

 

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