Vogliamo scuola, trasporti, assistenza gratuiti

 

 

Sui pullman e sui treni i proletari hanno cominciato a lottare già da qualche anno: non vogliono soltanto viaggiare gratis, o non farsi derubare con l'aumento del biglietto, vogliono viaggiare più comodi, e soprattutto non perdere metà della loro giornata su mezzi lenti e sgangherati, quando ci sono i padroni che per viaggiare hanno ogni comodità. Ma non è un caso che la lotta contro il carovita e la rapina del salario sia cominciata proprio dai trasporti. Perchè qui per gli operai di una fabbrica, per gli studenti di una scuola, per i proletari di un paese o di un quartiere è più facile usare l'organizzazione e l'unità che hanno in fabbrica e nella scuola anche per fare la lotta fuori. La lotta è una questione di organizzazione. Mentre in fabbrica e nelle scuole si è tutti insieme, e tre anni di lotta ci hanno insegnato ormai a conoscerci e a fidarci l'uno dell'altro, nei quertieri siamo ancora molto divisi, ci si conosce poco, e tra noi ci sono ancora troppe persone di cui non ci si può fidare ma che non sono state ancora smascherate. Ma a mano a mano che la lotta e l'organizzazione crescono nelle fabbriche, nei cantieri, nelle scuole e anche nelle piazze, i proletari prendono fiducia nelle proprie forze e imparano a riconoscere i propri nemici anche fuori, in tutti i campi della loro vita. La lotta sui trasporti è proprio il segno che questa organizzazionesta crescendo e si estende. Ma è chiaro che non ci fermiamo ai trasporti: la nostra vita è piena di cose che non abbiamo, che dobbiamo pagare a caro prezzo, ma che possiamo prenderci con facilità se siamo tutti uniti e lottiamo tutti insieme: le tasse e i libri di scuola, gli asili, l'assistenza medica e tutto il resto...

 

 

 

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