I compiti politici, le responsabilità e i limiti del M.S.

 

 

[...] Il Movimento Studentesco è punto di riferimento per larghi strati popolari, non in quanto polo di unificazione dell'avanguardia comunista, o primo nucleo del nuovo partito rivoluzionario, ma anzitutto in quanto dà orientamento e prospettiva politica a larghi strati di piccola borghesia e di intellettuali democratici, qualifica e dà forza a questo orientamento con iniziative che contrastano le scelte capitalistiche e ne rivelano la natura di classe, indirizza questi strati sul piano della alleanza con tutte le forze popolari, contribuendo a porre le premesse per la direzione proletaria. Questo compito, storicamente decisivo ma parziale, chiarisce le responsabilità e insieme i limiti del Movimento Studentesco. Un'avanguardia cosciente capace di un'analisi complessiva dei rapporti di classe, e capace di costruire l'organizzazione rivoluzionaria e instaurare la dittatura del proletariato, è possibile solo dal proletariato stesso. Per il Movimento Studentesco, il rifiuto di presentarsi come nucleo del partito di classe, non significa declinare le proprie responsabilità, ma assolvere quelle che il proletariato pone in questa determinata fase, cioè attirare sotto la propria egemonia vasti e decisivi settori popolari, in particolare di piccola borghesia, che lo sviluppo monopolistico getta in condizioni di vita simili a quelle del proletariato e che, sul piano delle scelte politiche, oscillano tra l'egemonia del proletariato e quella della borghesia, a volte, in certe opportunità storiche, di quella più reazionaria. Nella specifica situazione del nostro paese, perchè ci siano prospettive concrete per la rivoluzione socialista, va riaffermata:

- la necessità di acquisire fino in fondo l'esperienza vittoriosa del proletariato mondiale;

- la necessità di acquisire, contro le tesi spontaneiste ed economiciste, la consapevolezza che perchè la rivoluzione si affermi nella dittatura del proletariato, non basta esasperare fino alla rottura i rapporti di classe, ma occorre una salda direzione fondata su un'avanguardia cosciente;

- la necessità, soprattutto, che la classe operaia riesca a orientare larghi strati intermedi e che all'interno di questi strati si affermi una direzione rivoluzionaria.

Questo non deve far credere che possano esserci due direzioni rivoluzionarie, una per il proletariato e una per i ceti medi che sono parte del movimento popolare. Significa che nella concreta situazione del nostro paese, in presenza di un'alta combattività operaia, di un rafforzamento della sua coscienza di classe, di un largo orientamento democratico, di una diffusa solidarietà con tutti i popoli rivoluzionari; ma di una parziale egemonia dei partiti revisionisti sulla classe operaia e su larghi strati popolari e della mancanza di una direzione rivoluzionaria proletaria, non è possibile costruire una direzione rivoluzionaria sui ceti medi considerandoli come classe in sè, ma è tuttavia possibile orientarli fin da adesso in senso rivoluzionario. Infatti, poichè lo sviluppo capitalistico in senso monopolistico e imperialistico vanifica il tradizionale obiettivo dei piccoli produttori e borghesi liberali, quello della repubblica democratica, non ci sono, per la piccola borghesia, possibilità di soluzioni intermedie tra capitalismo e socialismo e dunque una direzione politica dei ceti medi deve e può porsi sul terreno del proletariato, cioè della rivoluzione socialista. In questo modo il Movimento Studentesco nello stesso momento in cui, per influenzare in senso rivoluzionario oltre che le masse studentesche, vasti ceti impiegatizi, tecnici ecc., pone il problema dell'alternativa socialista e dunque il problema della direzione proletaria, non si ritrae passivamente alla constatazione della mancanza di questa, ma proprio per il terreno di lotta che ha scelto, è in grado di contribuire a influenzare in senso rivoluzionario la classe operaia. Influenzare non vuol dire dirigere. Tuttavia il Movimento Studentesco è in grado di assumere determinate iniziative su temi decisivi per l'impostazione di una strategia socialista e alla luce dell'esperienza del proletariato mondiale e della sua sintesi teorica, il marxismo-leninismo-pensiero di Mao Tse-tung, portarle avanti ed elevare la coscienza di classe delle masse, verso la sempre più chiara acquisizione dei compiti storici del proletariato. Come è stato chiaro dall'impostazione di questo discorso, il riferimento del Movimento Studentesco a vasti settori piccolo-borghesi non è un riferimento sociologico alla sua provenienza o alla sua destinazione sociale, ma deriva oltre che dalla consapevolezza dell'impossibilità di affrontare (e semplicisticamente risolvere) il problema della direzione rivoluzionaria del proletariato, dalla responsabilità di dover non solo affrontare il problema dell'orientamento politico di vari settori intermedi, ma anche di prendere iniziative che interessano la classe operaia e le masse popolari nel loro complesso. Dunque, come si è chiarito, un compito e un ruolo parziale ma decisivo. Naturalmente niente vieta a singoli compagni, o, al limite, a tutto un gruppo dirigente, di fare riferimento immediato alla teoria e all'esperienza storica del proletariato: ciò, anzi, è condizione indispensabile per una giusta impostazione nel lavoro politico. Essenziale è però la chiarezza su questo punto: il riferimento all'ideologia proletaria, il porsi sul terreno del marxismo-leninismo non deve mai indurre a credere che ciò significhi, per ciò stesso, la possibilità di porsi come primo nucleo di costruzione e direzione del partito rivoluzionario. Porsi sul terreno del marxismo-leninismo e porsi come nucleo di direzione proletaria sono due cose assolutamente diverse. Quando questi due momenti vengono confusi, quando tutta la tematica delle alleanze, dell'egemonia, della direzione proletaria, non viene sviscerata in tutti i suoi nodi e le sue articolazioni, emerge la tentazione fascinosa di sfuggire per la tangente della creazione immediata e semplicistica del nuovo Partito rivoluzionario. L'illusione velleitaria, derivata da una grave deformazione del marxismo-leninismo, che ha portato molti compagni ad imboccare questa strada con risultati fallimentari, va battuta come condizione indispensabile per instaurare un giusto rapporto con le masse studentesche, la classe operaia e le masse popolari, e come condizione indispensabile per l'assimilazione cosciente e l'applicazione creativa del marxismo-leninismo-pensiero di Mao Tse-tung. [...]

(Da "Proposte di tesi politiche", 25 marzo 1970.)

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