|
Palazzo
Campana - Lunedì 22 gennaio 68
|
A cura di un gruppo di lavoro del comitato di agitazione
Tutti gli studenti devono rendere posizione di fronte ai problemi della lotta in corso. Per questo è necessario che tutti abbiano gli strumenti di informazione per esprimere un giudizio. Questo è un primo giornale dell'agitazione cui ne seguiranno altri
Esso contiene:
- citazioni da interventi di studenti nel dibattito di sabato 20, che rappresentano un utile compendio delle posizioni politiche dell'agitazione
- "l'anti-Stampa": ovvero cosa la Stampa avrebbe dovuto scrivere sul dibattito di sabato
- attività del movimento studentesco
CITAZIONI DAGLI INTERVENTI NEL DIBATTITO DI SABATO
TRE DOMANDE SENZA RISPOSTA
1) Anche molti professori si sono lamentati della situazione di disagio che si è venuta a creare all'università in seguito all'arretratezza e all'antidemocraticità delle strutture: e hanno detto anche che almeno personalmente erano d'accordo con la nostra iniziativa anche se non ne approvavano i metodi. Ora, questa forma di lotta è l'unico strumento che abbiamo individuato. Vorrei chiedere a questi docenti che cosa personalmente, politicamente, collettivamente fanno per cambiare l'università - oppure se fanno come il professor Ciaffi il quale si è dichiarato d'accordo con le nostre iniziative e contrario all'intervento della polizia (ha perfino detto che abbiamo fatto bene a fare l'occupazione bianca) ma ha aggiunto che è un funzionario dello stato e deve fare le sue lezioni.
2) Ci è stato rimproverato di essere antidemocratici perchè della riforma dell'università deve occuparsi il parlamento e noi, con la nostra azione, scavalchiamo il parlamento. Io vi chiedo: pensate che il parlamento abbia il compito di ratificare i rapporti di forza esistenti nelle società fra cittadini coscienti che partecipano all' elaborazione delle loro richieste, oppure credete che la democrazia significhi soltanto che ciascuno deve stare al suo posto, fare il suo mestiere, partecipare ogni cinque anni alle elezioni e aspettare che 500 parlamentari decidano per lui?
3) Molti professori ci hanno accusato di essere strumentalizzati da movimenti politici e ci hanno chiamato "agenti di Mosca" (Allara) o "cinesi" (Gullini, Grosso). Io vi domando allora: riuscite a capire che il movimento studentesco può elaborare una sua politica autonomamente, senza bisogno di essere strumentalizzato da partiti, o gruppi, o nazioni straniere - o pensate che tutte le volte che esso rifiuta una posizione di subordinazione e fa un discorso politico che investe le strutture di potere non soltanto dell'università ma anche della società, per questo stesso fatto esso sia strumentalizzato da qualche forza esterna?
VIOLENZA E DEMOCRAZIA
Io chiedo: è una violenza maggiore quella di chi impone autoritariamente contenuti culturali e politici e fa gli appelli alle lezioni, o quella di chi interviene alle lezioni e chiede ai professori di discutere su quello che noi proponiamo, sulle nostre rivendicazioni, sulla concezione che noi abbiamo dell'università e del suo rapporto con la società? Chi come il professor Gullini si pronuncia per una maggiore democrazia nella scuola si deve prima pronunciare sulla validità e la democraticità dell'azione del professor Getto che ha fatto arrestare in aula cinque nostri compagni.
LA POLITICA E L'UNIVERSITA' (IL PARADOSSO DI GROSSO)
Grosso ha detto che l'università è fondata sulla ricerca scientifica e per questo non deve entrarci la politica. Ma il professor Grosso non ha detto che la ricerca è fatta dal professore a suo esclusivo uso e consumo e che della ricerca che si fa nell'università non viene riversato nulla nella didattica. Non ha parlato della separazione violenta tra ricerca e didattica, che non dà agli studenti nessun strumento di critica sui contenuti che vengono loro imposti e sulle manipolazioni ideologiche di cui sono fatti oggetto. Il professor Grosso ha detto che nell'università non deve esserci la politica e che le nostre assemblee vogliono invece introdurvi la politica. Non ha detto però che la riforma sull'università viene fatta dal parlamento e per questo io chiedo: se la riforma dell'università viene fatta dal parlamento, e quindi da forze politiche, come fa il professor Grosso a dire che non c'è politica nell'università?
IL MOVIMENTO STUDENTESCO: FORZA REALE
Il fatto centrale di questo dibattito è questo: da questo momento il movimento studentesco si è chiaramente affermato come una forza politica che è in grado di portare avanti le proprie istanze e la propria linea. Abbiamo registrato il fatto essenziale che, malgrado le repressioni che ci sono state contro di noi, malgrado che ogni nostra azione sia stata stroncata sistematicamente con la forza, malgrado la campagna di diffamazione e di falsificazione sistematica che è stata operata dai padroni di Torino attraverso la Stampa, malgrado tutti questi tentativi di dividere, frenare e spezzare il movimento, malgrado questo siamo in grado di trovarci riuniti qui a portare avanti la linea che abbiamo sviluppato in un mese di occupazione.
LE CONDIZIONI DELLA TRATTATIVA
Oggi siamo abbastanza sicuri che la nostra battaglia potrà andare avanti, che non saremo facilmente imbrigliati da proposte false, fondamentalmente ipocrite di trattative. Saremo in grado invece di aprire anche un dialogo con i professori, ma tenendo ben chiara la nostra forza. Le condizioni alle quali noi possiamo arrivare a trattative si riassumono nel fatto che non intendiamo smontare la nostra agitazione e disperdere la nostra forza. Possiamo accettare di arrivare a trattative soltanto se oltre a rinunciare al ricatto dei provvedimenti disciplinari si riconosce la necessità di parte nostra di organizzarci all'interno dell'università, di lottare e di impedire il funzionamento normale dell'università perchè non possiamo ritenere normale il funzionamento che l'università ha assunto in questi anni.
PERCHE' LA LOTTA CONTINUA
Non possiamo permetterci di fermarci nella nostra lotta. Se noi fermiamo la lotta per un solo momento, in quel momento ricadiamo sotto il potere autoritario delle strutture accademiche: si impadroniranno di noi e ci impediranno nuovamente di muoverci. Possiamo riuscire a spezzare queste strutture: non abbiamo nessuna intenzione di lasciarle ricrescere.
LA "LIBERTA' DEGLI STUDI" (dall'intervento di un assistente)
Si è parlato del diritto che gli studenti che non aderiscono all'agitazione avrebbero di seguire regolarmente le lezioni. In questo momento in cui tutta la categoria di studenti, coscienti di quello che fanno, dei rischi che corrono, stanno battendosi per ottenere per tutti certe garanzie e un modo per studiare e di vivere migliore, sarebbe ridicolo che un'altra categoria potesse proseguire il proprio lavoro, senza correre nessun rischio, senza avere nessun svantaggio, dare gli esami, laurearsi etc., mentre una parte degli studenti paga di persona il lavoro che fa non per sè ma per tutti.
° ° °
L'ANTI-STAMPA
CRONACA DEL DIBATTITO DI SABATO 20
AFFOLLATA ASSEMBLEA ALL'UNIVERSITA'
MESSO IN STATO D'ACCUSA IL POTERE ACCADEMICO
Precise dichiarazioni degli universitari - Imbarazzata autodifesa di alcuni docenti - Crollo del rettore Allara, abbandonato dai colleghi - "Chi vuole una maggiore democrazia nella scuola deve prima pronunciarsi sulla democraticità dell'intervento della polizia, e poi scenda dalla cattedra" - Da più parti si levano voci contro la violenza poliziesca e i ricatti degli accademici.
Più di duemila studenti si sono riuniti sabato a Palazzo Campana per un vivace dibattito sui motivi e gli obbiettivi generali dell'agitazione. Era presente un gruppo di docenti e di assistenti. Resta così sfatata la leggenda di "sparuti gruppetti di agitatori" : quello che ha condotto al dibattito odierno è stato infatti il vigore e l'ampiezza del movimento sorto nelle nostre università. Dopo alcune penose gaffe iniziali del rettore Allara, il dibattito si è sviluppato su due linee: da una parte le precise dichiarazioni degli studenti, dall'altra la reazione del corpo accademico - interlocutorie ma generalmente ritenute insufficienti proposte di alcuni docenti e isterico smarrimento di altri. Equilibrata e sostanzialmente in linea con la posizione dei professori "democratici", la dichiarazione fatta dall'ATAUP....
ATTIVITA' DEL MOVIMENTO STUDENTESCO
SABATO 20 GENNAIO
ore 9,30 incontro pubblico tra studenti e corpo accademico (Palazzo Campana)
ore 15,00 commissione studenti lavoratori: si decide di convocare due assemblee di studenti lavoratori per giovedì, 26 gennaio, alle ore 18,00 e 21,00 presso la Camera del Lavoro. Si è preparato un questionario per raccogliere dati sugli studenti lavoratori, questionario che verrà inviato agli interessati con la lettera di invito alle assemblee (presso il CRUEI è disponibile il documento "Diritto allo studio", precedentemente elaborato dalla commissione)
ore 16,00 comitato di agitazione: consuntivo dell'incontro del mattino e del suo significato politico
DOMENICA 21 GENNAIO
ore 17,00 comitato di agitazione: prospettive dell'agitazione nei prossimi giorni, e forme di lotta
ore 21,00 gruppo di lavoro del giornale dell'agitazione
LUNEDI' 22 GENNAIO
ore 10,00 assemblea generale (Palazzo Campana)
ore 14,30 riunioni di commissioni (Palazzo Campana: per i luoghi di riunione, vedere i tabelloni all'ingresso di palazzo Campana)
- commissione documenti politici (repressione e violenza: famiglia, polizia, magistratura, etc.)
- commissione studenti medi
- commissione studenti lavoratori e provincia
- commissione facoltà scientifiche
- commissione facoltà umanistiche
- commissione di economia e commercio
- commissione politecnico
cicl. Interfacoltà 22 gennaio 1968