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1 febbraio 77

 

Compagni,

I FASCISTI COME SEMPRE SONO LO STRUMENTO DEL GOVERNO PER FAR PASSARE LE LEGGI LIBERTICIDE E FORCAIOLE CONTRO STUDENTI E LAVORATORI. I topi di fogna ieri hanno assaltato l'università, sparato, provocato e aggredito i compagni. 3 compagni feriti tra cui Guido Bellachioma ricoverato al Policlinico con prognosi riservata. CONTRO IL RIGURGITO DELLE PROVOCAZIONI FASCISTE CONTRO LE RIFORME REAZIONARIE DELL'UNIVERSITA' E DELLA SCUOLA MOBILITIAMOCI

PRESENZA MILITANTE ALL'UNIVERSITA'

Ore 9 a matematica.

 

COMITATO DI LOTTA CONTRO LA RIFORMA

COLLETTIVO UNIVERSITARIO AUTONOMO

1-2-77

 

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3 febbraio 77

 

Studenti e lavoratori,

il segnale lanciato dal caporione missino al suo ultimo congresso si è espresso nelle gravissime aggressioni fasciste di questi giorni contro gli studenti e i lavoratori democratici dell'ateneo romano. Lo scopo, ancora una volta, è quello di creare nel paese, che vive una grave crisi economica e sociale, e nella stessa università, un clima di provocazione e di tensione per impedire ogni ipotesi di rinascita e di cambiamento. Nell'università l'obiettivo è quello di far arretrare lo schieramento democratico unitario affermatosi con le lotte di questi ultimi anni e che recentemente si è espresso nell'elezione del Rettore Ruberti. Chiara e decisa è stata la risposta dei democratici dell'ateneo che ha respinto la violenza fascista con la grande manifestazione indetta dalla federazione unitaria provinciale CGIL-CISL-UIL. In questo quadro si è inserita la circolare sui piani di studio del ministro Malfatti. Oggi, caduta in commissione parlamentare della P.I., per l'iniziativa e la mobilitazione delle forze democratiche di sinistra, questa grave provocazione, riteniamo che si debba operare per ristabilire tutte le condizioni per un confronto civile e serio tra le varie componenti dell'ateneo e che pertanto vanno superate, ancor più in questo clima, forme di lotta che ostacolino tale confronto. Occorre quindi una grande mobilitazione e una iniziativa politica, di dibattito, di organizzazione e di lotta degli studenti e dei lavoratori contro la proposta restauratrice di Malfatti e per una nuova didattica e ricerca e per l'occupazione giovanile che rispondano in positivo ai bisogni espressi dalle lotte del movimento operaio. La mobilitazione deve caratterizzarsi con un rifiuto esplicito di una risposta individuale e di ritorsione al terrorismo fascista, richiamando le autorità preposte ad un chiaro comportamento democratico e antifascista che assicuri alla giustizia noti picchiatori e loro mandanti.

OGGI ALLE ORE 10, ASSEMBLEA nella facoltà di GIURISPRUDENZA.

 

AO PDUP PCI PSI SEZIONI UNIVERSITARIE

V. De Lollis 20 - 3-2-77

Cicl. in proprio

 

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3 febbraio 77

 

Dopo lo scontro di Piazza Indipedenza tra polizia e studenti, il sen. Ugo Pecchioli, responsabile del PCI dei problemi dello Stato, aveva dichiarato: "Ci troviamo in presenza di gruppi squadristi armati che tentano di innescare una nuova fase della strategia della tensione. Il raid dei fascisti all'Università e le violenze dei provocatori cosiddetti "autonomi" sono due volti della stessa realtà. A queste affermazioni e ad altre fatte all'Unità, gli "autonomi" rispondono con la lettera che segue.

Lettera aperta al sen. Ugo Pecchioli del PCI, in risposta alla sua dichiarazione stampa sui fatti di Roma

Senatore Pecchioli, tu hai in primo luogo messo sullo stesso piano gli assassini fascisti e i compagni che tu definisci "i cosiddetti autonomi". Sul piano della verità pura e semplice,dato che questa coincide senz'altro con la verità politica, sociale e storica, quello che tu affermi è un'infamia e una falsità aberrante. In secondo luogo tu chiedi la chiusura delle sedi politiche di questi compagni. Tale richiesta non ci risulta nuova, dato che ad avanzarla per primi sono stati Rauti e Almirante, seguiti dai vari ministri democristiani di polizia. In quanto alla chiusura istituzionale dei covi neri, il problema neanche si pone, sia perchè improbabile, sia perchè ai fascisti chiudere un covo per aprirne subito un altro non fa nessun problema, sia perchè la politica delle stragi dello squadrismo reazionario non ha bisogno di sedi ufficiali. Le sedi che attualmente posseggono sono per loro qualcosa in più che lo stato democratico gli ha regalato come compenso al loro indelebile marchio di servi dei padroni. Soltanto l'antifascismo militante, la lotta concreta, l'azione diretta di massa contro i fascisti ha dimostrato, ieri come oggi, la sola in grado di stroncare la reazione, le sue alleanze politiche, sociali, elettorali e all'interno dello Stato. Anzi, è proprio dall'eredità politica e di vita lasciataci dalla lotta partigiana che scaturisce per il movimento operaio e rivoluzionario il potere e l'impegno, incessante ed al quale non ci si può sottrarre, all'azione antifascista militante. I fatti stanno d'altronde sotto gli occhi di tutti. I fascisti all'Università non hanno semplicemente messo in piedi una grave provocazione: essi hanno organizzato una vera e propria serie di omicidi. Soltanto una settimana prima, oltre alle incursioni preparatorie, provocatorie, avevano vomitato fuoco con pistole e fucili da caccia dentro la stanza a piano terreno dello studente di sinistra Riccardo Boso, mentre questi dormiva la stessa vita fisica, politica e organizzativa dei compagni che i fascisti vogliono attentare. Riporta questi fatti sulla scala più vasta e articolata della strategia nera uscita dall'ultimo congresso missino ed avrai il quadro della situazione. L'antifascismo fatto con i pezzi di carta, con le mozioni, con le assemblee di sdegno, non ha mai fermato, né mai fermerà la mano assassina delle canaglie fasciste. Questo antifascismo parolaio è d'altronde quello che ha portato e continua a portare acqua al mulino di un altro tipo di antifascismo: quello istituzionale, che in tutti questi anni è servito soltanto a coprire e foraggiare le stragi e gli omicidi, per poi puntualmente scagliarsi contro il movimento operaio. E veniamo qui, Senatore Pecchioli, all'intreccio ancora una volta ricorrente tra azione omicida dei fascisti e corpi speciali dello Stato. Tra le squadre fantasma organizzate da Santillo (la cui carica a capo dell'Antiterrorismo, voi del PCI avete tanto determinato) hanno di nuovo attuato quei comportamenti che ci riportano alla memoria gli assassinii di Varalli, Zibecchi, Boschi e di tanti altri, o la vicenda del battaglione celere di Padova. Le foto dei giornali, i mitra sventagliati contro la folla, i calci addosso allo studente ferito, le pistole puntategli addosso mentre era a terra (molti affermano che hanno continuato a sparare a bruciapelo), i pestaggi contro testimoni, parlano un linguaggio comprensibile a tutti, che le vostre calunnie non riescono a cancellare. Nel comunicato della Federazione Romana del PCI parlate di applicare "rigorosamente la legge", e non avete neanche il coraggio di dire che si tratta della legge Reale. Dopo di che avrete senz'altro la palma dei campioni della democrazia, dato che questa democrazia coincide proprio con la legge Reale e con tutte le altre misure speciali, liberticide, criminalizzanti che l'esecutivo intende adottare in regime di compromesso. Miseria e piombo contro i lavoratori, leggi speciali, messa fuori legge, galera ed esecuzioni sommarie contro i rivoluzionari: il regime in atto è forse nuovo, il sistema è sicuramente lo stesso. Sia chiaro, Senatore Pecchioli, che non ci accontentiamo che la gente prenda "amaramente coscienza" di questa realtà: la nostra battaglia politica è infatti di masse e tra le masse, e scaturisce dai loro bisogni. Tutte le nostre lotte sulle autoriduzioni, sulla casa, negli ospedali, tra i giovani, le donne, gli studenti, che hanno puntualmente risposto ai bisogni politici e di vita dei lavoratori, stanno a confermarlo nonostante le vostre calunnie. Vedi piuttosto te, senatore, di non fare la stessa fine dei Bilak e degli Hindra, membri filosovietici della direzione del PC cecoslovacco, che nel 68 applaudivano all'interno dei carri armati e alle purghe mentre il popolo era in piazza e i Dubcek e gli Svoboda in galera. La storia si ripeterà sotto forma di tragedia o di farsa?

 

COMITATI AUTONOMI OPERAI

 

P.S. Questa lettera venne data alla stampa il 3-2-77 ed è stata recensita dal GR1 e GR2 rispettivamente delle 7,00 e 7,30 del 4 febbraio 77.

 

Oggi, dopo che per oltre dieci giorni abbiamo assistito su L'Unità ad attacchi spietati al movimento degli studenti, alla sua capacità di fare giustizia dei socialdemocratici del PCI e delle loro squadracce mandate a disoccupare le facoltà, oggi alla vigilia della venuta di Lama per ristabilire l'ordine e la pace (sociale), il forcaiolo Ugo (nazionale) Pecchioli, neo ministro di polizia si scaglia con virulenza inusitata contro i comunisti di "via dei Volsci", unici responsabili, secondo lui, di paralizzare l'Università, il Policlinico, "...che aggrediscono militarmente lavoratori di partiti democratici in particolare luogo il nostro" (il PCI). Tanta grazia non si era mai vista! Sapevamo di essere un forte movimento, bene organizzato, politicamente preparato, che fa della dialettica (e non dei dogmi e dell'arroganza del più forte) la sua arma principale; oggi sappiamo anche per bocca del nostro onnipotente Ugo nazionale, di essere il nemico onnipotente di Ugo nazionale, di essere il nemico politico n.1 per il PCI. E' vero. E' vero che il PCI non ha la strategia; la caduta del governo Andreotti lo metterebbe a nudo, deve reprimere perciò ogni movimento che gli si ponga contro, deve penalizzare e sacrificare la classe lavoratrice che fino ad oggi gli ha dato il voto.

Compagni lavoratori, studenti,

che cosa si deve chiudere? Il "covo" di Via dei Volsci, dove si organizzano i proletari per lottare contro lo sfruttamento per i propri bisogni di classe, o il "covo" di Via delle Botteghe Oscure, dove si decide oggi la svendita e l'attacco alle lotte operaie contro la ristrutturazione, alle lotte per l'autoriduzione, per la casa, contro le donne, i giovani, gli studenti?

LA NOSTRA RISPOSTA SAREBBE FAZIOSA, LASCIAMO ALLO SVILUPPO DELLA LOTTA DI CLASSE NEL PAESE LA DECISIONE FINALE!!

 

 

4

4 febbraio 77

 

Oggi parliamo di omosessualità

Il FUORI! (movimento di liberazione omosessuale) aderisce all'occupazione dell'Università di Roma portata avanti dagli studenti. Anche noi siamo contro questa cultura impostaci dal potere clericale e capitalista. A scuola e all'Università l'informazione passa scempiata e distorta, in funzione esclusiva della sopravvivenza del sistema. Ogni tematica alternativa viene censurata, e soprattutto quelle riguardanti la sessualità. Per questo crediamo che oggi l'unica forma di cultura alternativa passa attraverso l'autogestione degli studenti. In questa facoltà come del resto in tutta l'Università, gli omosessuali non hanno nessuno spazio: questo spazio va conquistato.

COMPAGNI OMOSESSUALI, ORGANIZZIAMOCI!

Per questo noi del FUORI! in questi giorni vogliamo inserirci nell'occupazione portando avanti questi problemi.

COMPAGNI, NOI VI VOGLIAMO AFFIANCO A NOI NEI DIBATTITI E IN TUTTE LE INIZIATIVE IN CUI PARLEREMO DI QUESTI PROBLEMI. VOGLIAMO CHE SIATE COINVOLTI IN PRIMA PERSONA, CAPACI, CONFRONTANDOVI CON NOI, DI METTERE IN DISCUSSIONE VOI STESSI, I VOSTRI RUOLI E TUTTI I CONDIZIONAMENTI CHE CI IMPONE QUESTA SOCIETA' DI MERDA.

FUORI!

 

Collettivo di Roma - Via di Torre Argentina,

18, Cicl. in proprio

 

 

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4 febbraio 77

 

Compagni lavoratori,

I giornali, la TV, la radio, hanno detto che in questi giorni l'Università è occupata da un gruppo di provocatori. In realtà l'Università è stata occupata da migliaia di studenti organizzati dai collettivi studenteschi e dai lavoratori dell'Università in risposta alle spedizioni squadriste dei fascisti del MSI, che mercoledì mattina hanno ferito gravemente due compagni, senza che la polizia muovesse un dito. Il giorno dopo agenti in borghese scesi da una 127 bianca mitragliavano in mezzo a un corteo dando l'avvio a una sparatoria nella quale sono rimasti feriti due compagni, alcuni passanti e un poliziotto. Sabato il questore HA VIETATO LO SVOLGIMENTO DI UNA MANIFESTAZIONE PACIFICA E DI MASSA CHE AVEVAMO INDETTO, stringendo l'Università in un vero e proprio assedio militare, con decine di camion e centinaia di uomini armati. Non siamo caduti nella trappola della provocazione poliziesca; abbiamo trasformato il corteo in occupazione di tutta l'Università RIBADENDO IL NOSTRO DIRITTO A SCENDERE IN PIAZZA, nei primi giorni della prossima settimana.

CONTRO IL RPOGETTO DI RIFORMA MALFATTI-ANDREOTTI CHE, INSTAURANDO DI FATTO IL NUMERO CHIUSO, RESPINGE IL DIRITTO ALLO STUDIO E ALLA SCOLARITA' DI MASSA, AGGRAVA LA DISOCCUPAZIONE DELLE MASSE GIOVANILI, E ATTACCA I LIVELLI OCCUPAZIONALI DEI LAVORATORI DELL'UNIVERSITA'. CONTRO IL GOVERNO ANDREOTTI CHE, SOSTENUTA DALL'ASTENSIONE DELLA SINISTRA ATTACCA PESANTEMENTE I LAVORATORI (BLOCCO DELLA SCALA MOBILE, LICENZIAMENTI, RISTRUTTURAZIONE) LASCIANDO INALTERATO I PROFITTI PADRONALI.

Sabato mattina è stato toccato per la prima volta il meccanismo della scala mobile: gli aumenti decretati dal governo (1400 miliardi che andranno nelle tasche dei papponi) non faranno scattare il punto di contingenza.

CONTRO IL TENTATIVO DEL GOVERNO E ANCHE DEI PARTITI E DELLA STAMPA DI SINISTRA DI FAR PASSARE OGNI LOTTA CONTRO IL GOVERNO DELLE ASTENSIONI COME LOTTA CORPORATIVA E PROVOCATORIA. All'Alfa Sud, sindacato e padronato si sono accordati per considerare come sciopero legittimo solo quello indetto dal sindacato stesso, dopo ogni possibile trattativa: SI ARRIVA AL PUNTO DI ATTACCARE IL DIRITTO DI SCIOPERO. PARTECIPIAMO TUTTI ALLA MOBILITAZIONE DI QUESTI GIORNI. FACCIAMO DELLE UNIVERSITA' UN CENTRO DI DISCUSSIONE E DI LOTTA. Solo se la nostra lotta sarà anche la lotta della classe operaia, di tutti i lavoratori sarà possibile battere questo violento attacco portato avanti dal GOVERNO DEI SACRIFICI.

LUNEDI' POMERIGGIO ALLE ORE 17 ASSEMBLEA GENERALE UNIVERSITA' PER PREPARARE ENTRO MERCOLEDI', UNA GRANDE MANIFESTAZIONE CITTADINA.

 

Comitato di occupazione dell'Università.

 

 

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8 febbraio 77

 

Lotta dura contro le riforme

La lotta nata in questi giorni all'Università ha le caratteristiche di una "rivolta" alla repressione e alla emarginazione che gli studenti hanno subito per anni. All'interno delle assemblee, nonostante la mancanza di obiettivi immediatamente qualificanti, è uscita chiara una prima discriminante: quella contro la burocrazia del PCI e del sindacato e la loro volontà di riaccreditare questa istituzione così com'è, usando qualsiasi mezzo, dalle calunnie più spudorate all'appoggio aperto alla repressione poliziesca. La presenza degli opportunisti (AO e PDUP) si è espressa solo nei tentativi di recuperare e mistificare le cosiddette posizioni dei cosiddetti "compagni" del PCI tentando di farli apparire come interlocutori validi, nonostante costoro si siano rivelati fino in fondo come i boia del movimento. L'attacco che viene portato al movimento attraverso proposte di riforma (PCI, Sindacato, Malfatti) tenta di ristabilire un controllo su un settore dove le contraddizioni (disoccupazione, sottoccupazione, sottomissione ai baroni) diventano sempre più esplosive con l'aggravarsi della crisi.

E' NECESSARIO DARE A QUESTO ATTACCO UNA RISPOSTA COMPLESSIVA SIA ALL'INTERNO CHE ALL'ESTERNO DELL'UNIVERSITA', QUALIFICARE LA GIUSTA INCAZZATURA DI QUESTI GIORNI ELABORANDO GLI OBIETTIVI DI LOTTA CHE LEGHINO I LAVORATORI E GLI STUDENTI UNIVERSITARI ALLE SITUAZIONI DI LOTTA ESTERNE, DALLA FABBRICA AL QUARTIERE ALLA SCUOLA SUPERIORE.

Infatti i progetti di razionalizzazione passano nella scuola media prima che all'Università. La settorializzazione dei campi di studio è ridicola perchè non corrisponde affatto ad una qualificazione differenziale richiesta dal mercato del lavoro, ma sempre meglio a dividere ed espellere gli studenti.

OGGI MARTEDI' ALLE ORE 10 NELL'ISTITUTO DI MATEMATICA, OCCUPATO PROPRIO PERCHE' COSTITUISCA SEDE DI CONFRONTO TRA LE VARIE SITUAZIONI DI LOTTA, SI TERRA' UN'ASSEMBLEA DI STUDENTI E LAVORATORI.

OCCUPAZIONE DELL'UNIVERSITA' FINO AL RITIRO DI TUTTI I PROGETTI DI RIFORMA.

CACCIATA DEL COMMISSARIATO DI POLIZIA PER LA TOTALE AGIBILITA' POLITICA.

 

COMITATO DI LOTTA CONTRO LE RIFORME.

 

 

7

11 febbraio 77

 

Il movimento c'è, adesso giù Andreotti!

Il movimento è partito come reazione alle aggressioni fasciste e dalle provocazioni poliziesche dei giorni scorsi e sul rifiuto della circolare Malfatti, ma si è subito allargato ponendo al centro della discussione l'intero progetto di riforma Malfatti e il progetto di riforma del PCI. In realtà ciò che si è realizzato intorno alla mobilitazione studentesca è un primo fronte di opposizione contro il governo Andreotti e contro l'appoggio che ad esso fornisce il PCI. Al centro dell'occupazione che coinvolge quasi tutte le facoltà, è ancora una volta Lettere e Filosofia. Qui la discussione è organizzata in cinque commissioni (riforme, fabbrica-quartieri, emarginati, inchiesta, cultura). Assieme a noi studenti partecipano migliaia di compagni, lavoratori dell'Università, precari, disoccupati, ecc. Accanto all'esigenza di una politica è forte in molti la volontà di utilizzare questa "zona liberata" per nuove esperienze culturali (musica, teatro, feste ecc.). La lotta ha raggiunto un primo successo con la manifestazione di mercoledì 9, alla quale hanno aderito alcune scuole medie. Il movimento dei medi, tuttavia, è ancora sotto l'influenza della FGCI e di gruppi centristi come AO e PDUP e non è riuscito a trovare una convergenza con la mobilitazione e il livello politico raggiunto dal movimento dell'Università. Sulla questione delle prospettive immediate, in particolare sugli obiettivi politici da raggiungere con l'occupazione si stanno delineando nel movimento varie componenti, da quella minimalista disponibile a contrattare col rettore Ruberti la fine della lotta e lo sblocco della didattica, a quella che si batte invece alla costruzione di un movimento politico degli studenti, anticapitalistico e antiriformista a partire dai livelli raggiunti. Nostro obiettivo immediato è la costruzione di un coordinamento stabile, romano e nazionale, che realizzi in tempi brevi una manifestazione nazionale centrale sull'unità operai-studenti per rovesciare il governo Andreotti. Nostro grosso limite è non essere riusciti sinora a far uscire dalla lotta e dalle strutture di movimento una direzione politica in grado di assicurare la continuità di dibattito e di elaborazione, e una maggiore efficenza nella mobilitazione. I successi sinora conseguiti fanno sperare che anche questo problema di fondo possa essere risolto nel corso della lotta.

 

DANIELE,

DEL COMITATO DI LOTTA DELLA FACOLTA' DI LETTERE

 

 

8-9

18 febbraio 77

 

Lo sgombero dell'Ateneo romano, effettuato ieri sera dalla polizia con pesanti cariche, chiarisce anche a tutta l'opinione pubblica, il vero significato del comizio di Lama e il perchè della contestazione nei suoi confronti di tutta la massa degli studenti occupanti. Il PCI ha tentato di mettersi un nuovo fiore all'occhiello nei confronti del potere, tentando esso, prima di lasciare mano libera alla polizia, di reprimere e soffocare il movimento di lotta.

LA CRONACA DEI FATTI

Questo è apparso chiaro fin dalle 7 di ieri mattina, quando circa 300 attivisti del servizio d'ordine del PCI hanno fatto il loro ingresso all'Università e si sono schierati in maniera tale da costringere con la forza gli studenti a passare dentro al corridoio obbligato che essi avevano determinato. Questo schieramento miliziano, che ben ci ricorda sistemi usati dai partiti antioperai al governo nei paesi dell'Est, si è incaricato inoltre di scorrazzare per tutto l'Ateneo insultando, provocando, aggredendo singoli studenti e piccoli gruppi di essi, inquisiti come "extraparlamentari". Quando è iniziato il comizio sindacale in questo clima di pesante intimidazione determinato dal PCI, gli studenti hanno gridato slogan che ironizzavano sulla politica dei sacrifici operai di cui Lama è paladino. Per tutta risposta il servizio d'ordine del PCI (che intanto aveva ingrossato la sua fila) ha cominciato a caricare gli studenti e le studentesse a colpi di spranga, con schiumogeni e con una fitta sassaiola a tiro radente (le ferite al volto e al capo di decine di studenti ne sono la prova inconfutabile). Ma non si sono limitati soltanto a questo e non hanno anzi risparmiato la mano pesante: uno studente occupante è stato gravemente accoltellato. Risultato finale: oltre 30 occupanti feriti in maniera grave o seria attualmente ricoverati al Policlinico.

LAMA DAI MICROFONI ANDAVA INTANTO RINCARANDO LA DOSE ED HA SUPERATO OGNI LIMITE DI PROVOCAZIONE CONTRO IL MOVIMENTO ARRINGANDOLO SPREZZANTEMENTE: "ma che cosa volete voi studenti, per cosa lottate, ancora non avete capito che la società è un numero chiuso, che la selezione è nella società e va accettata per quello che è...". A QUESTO PUNTO E DOPO TUTTE LE BESTIALITA' SUBITE, IL MOVIMENTO NON NE HA POTUTO PIU', E CON MOTO SPONTANEO, ISTANTANEO, UNICO DI TUTTA LA MASSA DEGLI STUDENTI, HA POSTO FINE ALLE PROVOCAZIONI ORATORIE DI LAMA ED HA RICACCIATO FUORI DALLE MURE UNIVERSITARIE I SUOI PICCHIATORI.

E' totalmente e consapevolmente falsa la vergognosa contrapposizione che la stampa e la RAI-TV stanno cercando di montare, parlando di aggressione contro i lavoratori da parte degli studenti. Nessuna contrapposizione di questo tipo c'è stata ieri, né un movimento rivoluzionario avrà mai interesse a crearlo. CONTRAPPORSI E CONTESTARE QUELLE CENTRALI POLITICHE E SINDACALI CHE DA TEMPO STANNO CONTRATTANDO CON I PADRONI LE CONDIZIONI POLITICHE E DI VITA DEI PROLETARI, E' UN DIRITTO CHE RIVENDICHIAMO ED INDICHIAMO A TUTTO IL MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO E DI MASSA. La realtà è invece che ieri i lavoratori e i Consigli di fabbrica sono stati fatti strumentalmente affluire all'Università per fare massa di manovra al PCI che voleva contrapporli ad un movimento di lotta che sta gettando tutto il suo peso a favore della classe operaia, contro il governo Andreotti e le sue misure repressive.

NUMEROSI DI QUESTI LAVORATORI E DELEGATI HANNO PRESO LA PAROLA DURANTE LA SUCCESSIVA ASSEMBLEA DEGLI STUDENTI SUL PIAZZALE DELLA MINERVA, ED HANNO, ALCUNI, DURAMENTE CRITICATO, ALTRI, QUANTO MENO MESSO IN DUBBIO IL PESANTE OPERATO DEL PCI. PER QUESTO, QUALSIASI ALTRO TIPO DI STRUMENTALIZZAZIONE, COME EVENTUALI CONVOCAZIONI DI SCIOPERI, CHE A QUESTO PUNTO AVREBBERO UN ODIOSO CARATTERE FORCAIOLO NEI CONFRONTI DEL MOVIMENTO, VA NETTAMENTE BATTUTO E RESPINTO CON UN APPROFONDITO ED APERTO DIBATTITO TRA I LAVORATORI. GLI SCIOPERI CHE I LAVORATORI HANNO GIA' DA TEMPO CHIESTO DI VOLERE FARE SONO QUELLI CONTRO I PADRONI E PER SPAZZARE VIA IL GOVERNO ANDREOTTI, SOSTENUTO DALLE ASTENSIONI DI PCI E SINDACATO.

La mobilitazione di massa all'Università continua nonostante lo sgombero di ieri sera, che, con una logica precisa, chiude il cerchio repressivo che fin dalla mattina si voleva attuare con il comizio di Lama e che è stato ordinato dal rettore Ruberti, neoeletto con i voti del PCI.

 

Lama cacciato dall'Università

 

 

Le organizzazioni sindacali e il PCI hanno ormai accettato il gioco delle istituzioni e sono il tramite attraverso cui fare accettare alla classe operaia la riduzione del costo del lavoro e la logica dei sacrifici. Essi sono responsabili, con il padronato, del tentativo di smantellare le conquiste operaie di questi anni in materia di ritmi, carichi di lavoro, turni, rigidità degli spostamenti, rifiuto del cottimo e degli straordinari, ecc. In questo modo il grande capitale ottiene un duplice obbiettivo:

a) attacca le due gambe su cui è marciato il salario operaio in questi anni: la scala mobile e la contrattazione aziendale

b) tenta di ricostruire i livelli di sfruttamento di prima dell'autunno caldo

OGGI PERO' LA COLLABORAZIONE DEL SINDACATO E DEL PCI ALLA POLITICA DI SFRUTTAMENTO DEI PADRONI HA FATTO UN SALTO IN AVANTI! Essi si sono fatti carico di smantellare il grosso movimento di studenti, di precari, di disoccupati, di giovani che occupano l'Università contro la riforma Malfatti, contro la DISOCCUPAZIONE manuale e intellettuale. GIOVEDI' 17 qualche centinaio di picchiatori del PCI e del Sindacato con la scusa del comizio di Lama all'Università hanno attaccato con spranghe, pietre ed estintori, le migliaia di studenti che si erano mobilitati. Respinti dagli studenti fuori dall'Università sono stati sostituiti dai picchiatori di Stato, cioè la POLIZIA. Infatti, la sera stessa la polizia ha attaccato in forze con i bulldozer gli studenti che occupavano l'Ateneo. La provocazione dei REVISIONISTI e della POLIZIA si è così conclusa. Ma il movimento ha dimostrato di essere forte e saprà far chiarezza e ributtare indietro POLIZIOTTI VECCHI E NUOVI.

 

ASSEMBLEA OCCUPANTE ATENEO

COORDINAMENTO AUTONOMO STUDENTI

 

Ateneo ROMA Cicl. in proprio

 

 

10

18 febbraio 77

 

MOZIONE APPROVATA DALL'ASSEMBLEA DI ATENEO DI VENERDI' 18 FEBBRAIO

 

Gli studenti in lotta, agli operai, ai disoccupati, a tutti i compagni

L'assemblea generale degli studenti, delle donne, dei disoccupati, degli emarginati, dei giovani proletari che in questi giorni sono stati protagonisti delle lotte all'Università di Roma, riunita venerdì 18 febbraio nella Facoltà di Economia e Commercio occupata, afferma quanto segue di fronte a tutto il movimento operaio.

Ieri, giovedì, il movimento è stato fatto bersaglio dell'offensiva dell'apparato repressivo dello stato e del gruppo dirigente del PCI. Nella mattina il servizio d'ordine del PCI, al seguito di Lama, che aveva rifiutato provocatoriamente tutte le proposte di confronto avanzate dal movimento, ha dato il via a gravissimi incidenti nel tentativo di schiacciare l'autonomia del movimento: questa manovra è fallita per la reazione di massa degli studenti che hanno cacciato il servizio d'ordine del PCI e sono rimasti padroni dell'Università. Nel pomeriggio, favorito dalla situazione il ministro Cossiga ha fatto prendere d'assalto l'Università da un imponente schieramento di polizia. Riuscendo a fare così, grazie al PCI, quello che non gli era riuscito nei giorni scorsi. A questo assalto militare il movimento ha opposto un atteggiamento estremamente responsabile, accettando gli scontri solo fino a consentire l'evacuazione di migliaia di studenti e giovani che si trovavano all'interno dell'Ateneo. Immediatamente dopo, alla Facoltà di Architettura occupata, gli studenti e i giovani si sono riorganizzati per respingere le provocazioni dello stato e continuare la lotta. Il giudizio politico che il movimento dà di quanto accaduto è il seguente. E' in corso da parte della borghesia italiana, guidata dal governo Andreotti, un aperto tentativo di criminalizzare la lotta dei giovani, chiudendoli nel ghetto dell'emarginazione e della disoccupazione, reprimendoli ferocemente con i tribunali speciali e le leggi eccezionali. A questo tentativo il gruppo dirigente del PCI sta offrendo tutto il suo appoggio, come dimostra, tra le tante cose, la richiesta di considerare "covi" di provocatori non solo i centri del terrorismo fascista, ma anche alcuni luoghi fisici dove si organizzano i proletari in lotta. Di fronte a questa operazione combinata, il movimento fa appello a tutte le forze organizzate e di base perchè isolino la linea avventuristica e suicida della direzione del PCI. Per quanto lo riguarda il movimento non intende rinunciare ai suoi obiettivi centrali che sono:

1) il ritiro del progetto di riforma Malfatti e di quello del PCI sull'Università

2) lo sciopero generale nazionale contro il governo per aprire un fronte di lotta nuovo e di massa sull'occupazione

Il movimento sa che questi obiettivi significano il rifiuto della politica dei sacrifici, della logica della compatibilità capitalistiche rispetto alla crisi. Noi anche se ci batteremo per ottenere tutti i posti di lavoro disponibili non ci illudiamo in un possibile rilancio dell'occupazione, nel pieno di una crisi generale qual'è quella attuale del sistema capitalistico, diciamo perciò apertamente che il nostro obiettivo è rompere il sistema capitalistico, creare un nuovo modo di lavorare e di vivere, che parta dai bisogni delle masse e non dal profitto del capitale. Non è un'impresa facile. Rompere il sistema capitalistico vuol dire allargare al massimo il movimento, dare respiro a tutte le sue strutture autonome, coinvolgere nuovi soggetti sociali e prima di tutto la classe operaia occupata nello scontro. Proprio per questo non intendiamo retrocedere di un millimetro da quanto fino ad ora abbiamo raggiunto, che è la nostra autonomia e la nostra forza. Per queste ragioni l'assemblea generale decide:

DI INTIMARE AL GOVERNO LO SGOMBERO DELL'ATENEO CHE DEVE FUNZIONARE COME LUOGO DI AGGREGAZIONE AUTONOMA DEI GIOVANI E L'ALLONTANAMENTO DEFINITIVO DELLA POLIZIA;

DI INDIRE SABATO 17 A PIAZZA ESEDRA, UNA GRANDE MANIFESTAZIONE CITTADINA PACIFICA, DI MASSA E DI LOTTA, CHE VERRA' GARANTITA DALLE STRUTTURE DEL MOVIMENTO;

DI INVITARE TUTTE LE UNIVERSITA' IN LOTTA AD UN CONFRONTO NAZIONALE SABATO E DOMENICA 26 E 27 FEBBRAIO IN VISTA DI UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DA TENERSI A ROMA;

DI FARE UN MANIFESTO CITTADINO CHE CHIARISCA LE POSIZIONI DEL MOVIMENTO.

L'ASSEMBLEA SI IMPEGNA INFINE A CONTINUARE LA LOTTA PER LA LIBERAZIONE IMMEDIATA DI TUTTI I COMPAGNI ARRESTATI E IN PRIMO LUOGO DEI COMPAGNI DADDO E PAOLO FERITI DALLE SQUADRE SPECIALI DI COSSIGA.