FIGLI DELL'OFFICINA

(testo di G. Raffaelli e G. Del Freo sull’aria di un canto militare – 1921)

ascoltadownload

Figli dell’officina
o figli della terra
già l’ora s’avvicina
della più giusta guerra
La guerra proletaria
guerra senza frontiere
innalzeremo al vento
bandiere rosse e nere

Avanti siam ribelli
fieri vendicator
d’un mondo di fratelli
di pace e di lavor

Dai monti e dalle valli
giù giù scendiamo in fretta
con queste man dai calli
noi la farem vendetta
Del popolo gli arditi
noi siamo i fior più puri
fiori non appassiti
dal lezzo dei tuguri

Avanti siam ribelli...

O Spose o fidanzate
il pianto via dal ciglio
o madri desolate
non trattenete il figlio,
ognun corra a gettarsi
nel mezzo della mischia
l’odio ch’à d’avvamparsi
audace sol chi rischia.

Tiranni ed oppressori
lo stato il papa il re
parassiti e signori
distruggeremo insiem.

Noi salutiam la morte
bella e vendicatrice
noi schiuderem le porte
a un’era più felice
Ai morti ci stringiamo
e senza impallidire
per l’anarchia pugniamo
o vincere o morire

Tiranni ed oppressori
lo stato il papa il re
parassiti e signori
distruggeremo insiem.



Chitarra: Maria
Milano, 30/06/1981
L'esecuzione del brano è tratta da
"L'uovo di Durruti", di Joe Fallisi, di prossima pubblicazione.
Editing e mastering digitali: Virtual Light Studio, Paolo Siconolfi, Vedano al Lambro (Mi)
Web design: Volin


nelvento.net - webmaster