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indice

Tesi per la liberazione dal lavoro
pag. 1 - 2

Avviso ad alcuni compagni relativamente alla costituzione dell'Organizzazione consiliare
D'Este, Ghisleni, Ventura
pag. 2

Contributo al chiarimento dei nostri compiti immediati
Pier Franco Ghisleni
pag. 5

Preliminari alla costituzione di un’organizzazione consiliare
Pier Franco Ghisleni
pag. 7

Ipotesi intorno all'intevento radicalizzante la lotta antisociale ed alla socializzazione delle esperienze di lotta radicale già in atto.
Riccardo D'Este
pag. 9

Riguardo al minimo per la formulazione delle tesi sull’idoneo
Riccardo D'Este
pag. 10

Ipotesi sul programma d'intervento dell'Organizzazione consiliare
Fabio Francardo - Paolo Tonin
pag. 14

Abbozzo di tematica metodologica
pag. 16

La lotta contro la scuola come momento di lotta contro l'ideologia e come critica pratica alla produzione massiva di produttori di ideologia
pag. 17

Come la teoria possa diventare un arma
pag. 19

Verso la realizzazione della salute tramite la soppressione della medicina
pag. 20

Una conclusione da usare come premessa
pag. 27

Organizzazione consiliare
Acheronte
14 novembre 1970

TESI PER LA LIBERAZIONE DAL LAVORO

1) L'ideologia del lavoro è lo stratagemma con cui la società repressiva riesce a ritardare il trapasso generalizzato già ora possibile ad una società senza classi e libera dalla schiavitù del lavoro.

2) Il mercato mondiale nella sua ultima fase: lo scambio dei prodotti materiali sussiste solo come forma economica in via di superamento; la forma più evoluta ed ormai realizzata su scala planetaria è lo scambio di merci ideologiche.

3) Le ideologie, fondamento dell'attuale ricchezza delle nazioni, sono le merci nella loro moderna versione: il loro valore è dato dal tempo di consenso che riescono a garantire. Esse sono la forma in cui si manifesta il capitale ed è attraverso esse che si esercita il potere.

4) L'ideologia scambiata tra gli stati, quelli comunisti non esclusi, viene poi distribuita al minuto al proletariato per essere consumata. Viene imposta sotto forma di legge naturale: il lavoro come maledizione continua e la produzione come necessità ineluttabile.

5) La logica del lavoro contiene però le condizioni per il suo totale superamento. Il capitale potrebbe oggi ridurre il tempo di lavoro della metà: le forze sedicenti rivoluzionarie includono nei loro obiettivi la riduzione progressiva del tempo di lavoro poiché rappresentano il dissenso concesso

6) La produzione imposta di merci materiali ed il consumo imposto di merci ideologiche si identificano e il salariato occupa le sue 24 ore alternativamente nell'una o nell'altra forma. La giornata lavorativa è ormai di 24 ore: vita produttiva e vita quotidiana coincidono ormai per la loro miseria.

7) Nessuna forma di lavoro salariato; sebbene l'una possa eliminare gli inconvenienti dell'altra, può eliminare gli inconvenienti del lavoro salariato stesso. Perciò è indispensabile che il pensiero si armi nelle strade.

8) Nella rivolta proletaria di Reggio Calabria, come prima di Casetta e Battipaglia, ciò è avvenuto. Il proletariato si è costituito in teppa per lanciare la sua sfida cosciente all'incoscienza dell'ordine costituito. La solitudine del proletariato ed il volto osceno e ghignante delle sue insurrezioni lasciano costernati i suoi oppressori ed i suoi falsi protettori.

9) Gli amici napoletani di Agostino ed i devastatori calabresi hanno chiarito, per l'ultima volta, che la nuova lotta spontanea comincia sotto l'aspetto criminale e che si lancia nella distruzione delle macchine del consumo permesso.

10) Oggi a Reggio i motivi di rivolta sono definiti «futili». Infatti il proletariato non ha particolari motivi per ribellarsi poiché li ha tutti; non ha richieste particolari da rivolgere al potere poiché il suo obiettivo è la distruzione di ogni potere che non sia quello esercitato dai consigli proletari.

11) I Consigli Proletari non chiederanno nulla di meno della distruzione di questa società, dell'abolizione del lavoro, dell'eliminazione violenta di ogni istituzione separata (scuole, fabbriche, prigioni, chiese; partiti, etc.) poiché esisterà il potere decisionale di ciascuno nel potere unitario ed assoluto dei Consigli.

12) I Consigli Proletari non saranno nient'altro che l'inizio della costruzione da parte di tutti della vita libera e felice oggi relegata nei desideri e nei sogni prodotti dall'infelicità dell'attuale sopravvivenza.

13) Proletari coscienti, che la maledizione del lavoro sia maledetta, che l'ineluttabilità della produzione diventi il suo lutto.