Avere per fine la verità pratica

Comunicato comontista contro le calunnie dell'Espresso e di Avanguardia operaia
a proposito della manifestazione del 12 dicembre 1972 a Milano

versione testo - anastatica

COMUNICATO

Avere per fine la verità pratica. la calunnia a fini politici o la montatura provocatoria in fasce?

Questo comunicato trae origine dagli articoli apparsi su “Avanguardia Operaia” e sul l'”Espresso” di questo ultimo mese, articoli che noi qualifichiamo delatori e calunniosi; se rispondiamo pubblicamente non è tanto per sventare eventuali persecuzioni poliziesche (noi ci siamo sempre presi la responsabilità anche soggettiva delle nostre azioni), quanto per porre fine alla pratica diffamatoria nei confronti delle azioni radicali e dei gesti liberati di cui il proletariato cosciente si è reso soggetto. L'unica cosa che ci preme è la trasparenza rivoluzionaria, ed è perciò che non ci avvaliamo delle molteplici possibilità legali che avremmo aperte (nei suddetti articoli sono chiaramente ravvisabili i reati di calunnia e diffamazione), ed anche perché non crediamo in alcuna legge che non sia la autodeterminazione storica del proletariato in lotta.

Veniamo al dunque:

1°) Avanguardia Operaia e l'Espresso, che fingono di saperla lunga su di noi, sbagliano addirittura il nome, parlando ripetutamente di “coMMontismo”, mentre noi stessi abbiamo sempre e solo parlato di “coMontismo”, spiegandone chiaramente l'origine terminologica e la necessità storica nelle nostre pubblicazioni facilmente rintracciabili nelle librerie delle maggiori città italiane ed estere. E non si dica che si tratta solo di una questione linguistica, poiché invece questo dimostra come costoro non abbiano mai letto alcuna pubblicazione comontista.

2°) I comontisti hanno più volte pubblicamente spiegato le origini teoriche della matrice consiliare (e non consigliare, tra l'altro), fondata sull'esperienza della rivoluzione russa del 1905 e del '17, del 1919-'20 in Germania, Ungheria ed Italia fino ai teorici Pannekoek, Goerter, Rùhle, etc..

I membri della recente “Organizzazione consiliare”, contro cui è tuttora in atto un processo a Torino, hanno comunemente sentito l'esigenza di radicalizzare la moderna fase di scontro proletario, decidendo quindi comunemente di sciogliere l'organizzazione e, in comunità d'azione con altri proletari, di dar vita a “Comontismo”. Questo non è assolutamente un gruppo nel senso tradizionale del termine, bensì una tensione, un movimento che si esprime attraverso la negazione delle attuali condizioni di sopravvivenza.

3°) Grossolana è l'affermazione degli articolisti: “intenzione dei consigliari prima e dei commontisti oggi è di arrivare ad una “sintesi tra comunismo e teorie vitalistiche”. Noi siamo dei comunisti reali, perciò comontisti, per cui parlare di sintesi fra comunismo e qualcos'altro è assolutamente risibile. Le cosiddette “teorie vitalistiche” poi nulla hanno a che fare con noi e (guarda guarda la malafede degli articolisti!!) ci richiamano in mente odiose concezioni fascistiche, sessuo-repressive, igienistiche, etc, che noi altamente deridiamo e disprezziamo, così come tutte le turpi ideologie sul mercato. Per di più, porre come citazione fra virgolette la frase sopra citata, dimostra ulteriormente che questi stupidi articolisti nulla hanno letto da noi pubblicato.

4°) Comontismo non ha capi, né tanto meno leaders (la mania dei capi, da Trotsky a Stalin, costoro non sanno proprio togliersela, e la affibbiano a tutti):

Ancora più falsa è l'affermazione che questi ipotetici capi siano drogati, e per ciò stesso ricattati dalla polizia. Come sempre, le proprie debolezze ed i propri pericoli vengono proiettati al di fuori di sé stessi, in una immagine esorcistica e ritualistica. I fascisti ed i provocatori infiltrati, Avanguardia Operaia dovrebbe cercarli molto più vicino a Sé.

5°) Sulla questione dei cosiddetti “atti provocatori”, la nostra posizione è chiara e responsabile: siamo, come ogni vero rivoluzionario, per ogni forma di antilegalità, intesa come negazione di ogni norma presente e futura, e riteniamo che la rivoluzione stessa sia il massimo di “illiceità”, l'atto criminale al sua somma espressione qualitativa che li contiene tutti. Fuori da ciò si è e si vuole restare coscientemente nella conservazione della attuale società mercantile e spettacolare.

Per ciò che avvenne in particolare il 12 dicembre '72, delle due l'una: o i rivoluzionari li hanno realmente compiuti (lancio di molotov, saccheggi, incendi, danneggiamenti), ed allora Avanguardia Operaia e i suoi articolisti sono dei delatori veri e propri che ci istigano le polizie tutte ad operare rapidamente e duramente, oppure i rivoluzionari queste cose non le hanno fatte, ed allora si tratta di calunnie appositamente elaborate e divulgate per gettare il discredito e per costruire un terreno facilmente adoperabile da tutti i provocatori e da tutte le polizie attente a reperire dati da usare contro le frange più radicali del movimento rivoluzionario.

6°) Per concludere, poiché deridiamo questi tentativi inetti e miserabili di calunnia politica e di delazione poliziesca, avvertiamo tutti i poliziotti travestiti da sinistri, tutti i coscienti provocatori antiproletari, di stare in guardia, di non romperci più i coglioni, se non vogliono incorrere nelle nostre personali sanzioni.

Se in passato il movimento rivoluzionario fu sconfitto anche perché accettò oggettivamente le calunnie e le delazioni (tipici i casi di Spartaco, Kronstadt, Spagna...) oggi, la moderna rivolta proletaria deve esprimersi anche contro questi tentativi, definitivamente ed inequivocabilmente.

 

I COMONTISTI

 

 

vedi anche:
Agli sciacalli di "Avanguardia operaia"
Volantino (e appunti) contro Avanguardia operaia

Comunicato ai proletari
Volantino contro le calunnie dell'Espresso e di Avanguardia operaia