Ennesimo comunicato
I comontisti non esistono più.

Milano 18 febbraio 1973

 

ENNESIMO COMUNICATO Milano 18-2-73

I Comontisti non esistono più. Coloro che a suo tempo si autonominarono tali, resisi conto che la loro pratica non aveva la coerenza che definisce i comontisti (il che stava ad indicare che la loro vita era la realizzazione essenziale del comunismo reale) presupponeva, e che – d’altronde – il comontismo come teoria rivoluzionaria, è patrimonio di tutti coloro che in ogni parte del mondo, aldilà delle etichette, lottano contro tutte le alienazioni unitariamente, rifiutano ogni ulteriore continuità a comontismo in quanto gruppo politico (perchè tale è stato più ancora che sul piano pubblico, nella coscienza medesima dei suoi costitutori) riaffermando il comontismo unicamente come teoria, indipendente da questa o da quella persona, ed in sintonia soltanto col movimento della storia.
In relazione a ciò ogni questione che riguardi la questione dell’appartenenza o meno di chicchessia al gruppo comontista si può riferire, semmai, solo al passato: per il presente nessuno che abbia compreso il senso dell’eversione proletaria si definisce più appartenente a questo gruppo e la quesione cade da sola.
Due avvertimenti: non per questo con la putrefazione di quest’altro racket, i comontisti non esistono più. Essi sono dovunque vi è violenza anticapitalista, riconquista del senso della vita, qualunque sia il nome che i proletari assumono.
E poi: non ci si illuda che per la dissoluzione dell’unità ideologica che li aveva finora tenuti assieme, i singoli ex-comontisti, come tutti gli altri coerenti eversori, siano più esposti che in passato alle calunnie ed alle provocazioni. Pronti alla dimostrazione de factu, nel malaugurato caso.
Va da sè che queste precisazioni sono destinate soltanto ai cursori senza fantasia delle diverse cosche politiche: i proletari coscienti hanno ben altre ( e più festose) cose per il capo e per le mani.
Alcuni di coloro che furono i comontisti e che ancora combattono per il comontismo.