Il Sole vero

 

Non a parole, come pia illusione collettiva e
"sol dell'avvenire", ma CAMMINANDO,
IN PRIMA PERSONA e ORA. Come Sole vero.

Come un cane

Joe Fallisi

Tutto è RADICALMENTE connesso, dal mio punto di vista, nell'infelice campo dei "diritti". La mia tesi è che SOLO per CONSUETUDINE culturale (costume che si fa regola(1)) le specie diverse dalla nostra sono da noi considerate, "viste"(2) – e l'aspetto fisico conta infatti moltissimo in tale valutazione – come animali "altri" da quello umano e totalmente a disposizione di quest'ultimo. NON è la differenza qualitativa intrinseca (quelle poche migliaia di geni diversi) tra lo scimpanzé e l'Homo sapiens che conduce il primo sul tavolo di vivisezione del secondo. O meglio: non direttamente, per quel che riguarda la nostra coscienza (e falsa coscienza). L'uomo, abituato da migliaia di anni a CONSTATARE quanto il suo cervello specialissimo gli consenta (in virtù di quella disparità biologica e di tutto lo sviluppo storico e sociale suo proprio) una superiorità DI FATTO incolmabile sulle altre specie(3), le sottomette e le reifica, fa di esse ciò che vuole. Unicamente il dominio, divenuto abitudine comune, "naturale" e poi legge, fa ritenere un "non problema", dal punto di vista dei diritti e della giustizia, l'uccisione e la tortura seriale, infinita degli animali non umani, AL PARI DI NOI senzienti il piacere e IL DOLORE. Come la MEDESIMA attitudine(4) abbia informato, lungo tutta la storia, la catena altrettanto senza fine di sopraffazioni intraspecifiche, di tormenti, umiliazioni e massacri inflitti a minoranze-maggioranze di "sottouomini", solo dei ciechi possono non vedere. Così è stato per millenni di schiavismo, di crociate(5), di apartheid, sino allo sterminio di interi popoli e, con il nazismo, nel CENTRO stesso della civiltà padrona, l'Europa. Gli "uomini superiori" consideravano insieme pericolosi, nemici mortali e inferiori gli ebrei, così li eliminavano, appunto, come "animali", come ratti e parassiti, come essi erano GIA' stati fatti apparire (specio) per anni e anni dalla propaganda. Naturalmente, l'"inferiorità razziale" era una pura e semplice follia, una cosa inesistente. Anche in questo caso si trattava, in realtà, di cultura e di costume, e di dominio bruto, inappellabile. Ma se l'inferiorità, intendo dire una vera e propria alterità, irregolarità, minorazione genetica, fosse esistita davvero, il comportamento di questi oppressori lo considereremmo meno odioso? No di certo. Infatti, giustamente, vengono ricordati come prodromi di quei massacri gli omicidi dei subnormali, dei pazzi, dei malati cronici. Varato nell'autunno del 1939, il progetto di eutanasia statale (l'"Aktion T4", ovvero operazione Gnadentod, "morte misericordiosa") si realizzò nel corso del 1940-1941 in sei appositi centri del Reich: Hadamar, Grafeneck, Brandengurg, Bernburg, Sonnenstein, Hartheim(6). Furono uccisi circa 70.000 individui, giudicati "indegni di vivere". E la fine "prematura" di questo programma si dovette solo alle proteste popolari e, a onor del vero, innanzi tutto all'opposizione aperta della Chiesa, sia protestante sia cattolica(7) – immagino che, nella decisione di "soprassedere", abbia avuto peso anche il fatto che quegli esseri si potevano considerare meno "negativi" di altri, essendo, comunque, tedeschi, "ariani"(8)... I poveri corpi ammassati l'uno sull'altro, ancora vivi e in silenzio, terrorizzati, come bestiame al macello, di Abu Ghraib, l'iracheno al guinzaglio COME UN CANE(9), loro che in linea filogenetica appartengono alle popolazioni semitiche (Sumeri, Assiri, Babilonesi) all'ORIGINE stessa della cultura occidentale, erano, sono forse "inferiori" agli yankees di plastica, vomito e spettri?... No di sicuro e, ancora una volta, NON DI QUESTO si tratta, ma di forza brutale(10) e di "immagine"-incubo di massa (l'"arabo", l'"islamico" della Fallaci). A fondamento ontologico e MODELLO di tutto questo delirio razzista vi è l'antropocentrismo dell'uomo tiranno, l'abuso e l'oppressione, sempre più necrogena, nei confronti delle specie "inferiori". Senza liberazione degli animali, che solo l'uomo può compiere, non si avrà MAI liberazione umana.


NOTE

(1) In questo senso etimologico effettivamente "etica", "morale" (cfr. http://www.etimo.it/?term=etica&find=Cerca, http://www.etimo.it/?term=morale&find=Cerca).

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(2) "Specie" deriva dal verbo latino specio, "guardo verso un oggetto, una meta" (cfr. http://www.etimo.it/?term=specie&find=Cerca). L'"occhio", prima ancora che individuale, è collettivo, sociale.

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(3) "'Gli esseri umani (...) hanno ottenuto le loro capacità cognitive non grazie a poche mutazioni accidentali, ma mediante un enorme numero di mutazioni acquisite attraverso una selezione eccezionalmente intensa che ha favorito capacità cognitive più complesse. Spesso tendiamo a pensare che la nostra specie sia categoricamente differente dalle altre: forse qualche giustificazione c'è.' (...) gli esseri umani moderni sarebbero il risultato di una linea evolutiva 'privilegiata': per quanto riguarda i geni associati al cervello, la quantità di mutazioni nella linea che ha portato all'uomo è molto superiore a quella nelle altre specie esaminate dai ricercatori (...)." (cfr. http://www.lescienze.it/index.php3?id=10157). Non si tratta, infatti, di negare ideologicamente la realtà di questa "superiorità" specifica, che ha dato all'Homo sapiens il potere sul mondo e lo sta distruggendo attraverso il suo stesso potere, bensì di inventarne e attuarne un modo nuovo di impiego, appunto, superiore. Potenza e volontà di potenza sono acclarate, ma quale divinità malefica ha stabilito che l'uomo ne debba fare l'uso mediocre e demente che è sotto gli occhi e la sofferenza di tutti, come un automa cieco, come un mostro insaziabile e implacabile?...

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(4) Particolarmente sviluppata nell'uomo occidentale soprattutto in virtù dell'effetto combinato dell'ideologia religiosa giudaico-cristiana (fra tutte la più antropocentrica) e, nella modernità, della scienza e del modo di produzione capitalistico, BASATO, quest'ultimo, sulla reificazione del vivente (predominio del lavoro morto sul lavoro vivo, del valore di scambio sul valore d'uso, dell’astratto sul concreto).

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(5) Cfr. http://www.cronologia.it/mondo17.htm, http://www.cronologia.it/mondo17a.htm, http://www.cronologia.it/mondo17b.htm, http://www.cronologia.it/mondo17d.htm, http://www.cronologia.it/mondo17f.htm, http://www.cronologia.it/mondo17g.htm, http://www.cronologia.it/mondo17n.htm, http://www.cronologia.it/mondo17o.htm, http://www.homolaicus.com/storia/medioevo/baltici/index.htm. Più in generale, sull'infinita catena oppressiva rappresentata dal cristianesimo come religione ufficiale e ideologia, v. http://www.fisicamente.net/index-95.htm.

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(6) V. http://www.ushmm.org/outreach/ger73070.htm. Sull’eugenetica v. http://www.zadigweb.it/amis/ric.asp?id=6, http://www.cronologia.it/ciceri/ciceri2.htm, http://www.fisicamente.net/index-420.htm.

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(7) Chi ebbe il coraggio di pronunciarsi pubblicamente contro la Gnadentod dei nazisti fu in particolare il vescovo di Münster Clemens August Graf von Galen (cfr. http://www.zadigweb.it/amis/schede.asp?id=6&idsch=67).

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(8) "Spesso i prigionieri di guerra sovietici venivano fucilati sul posto,
ma molte migliaia furono rinchiuse nei campi, alcuni dei quali si trovavano
in Germania (e gli abitanti del luogo sapevano benissimo che i deportati
morivano di fame e che le loro condizioni generali erano disperate).
Addirittura, il sindaco di una cittadina decise che la strada che portava al
campo dovesse restare aperta, in modo che i tedeschi comuni potessero andare
a vedere con i loro occhi 'questi animali in forma umana' e immaginare cosa
sarebbe successo se 'queste bestie' avessero conquistato la Germania." (Il
secolo del genocidio
, a cura di R. Gellately e B. Kiernan, Longanesi, Milano
2006, p. 329)

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(9) “Cane” e “porco” sono gli appellativi-insulti più usuali, nelle varie lingue, rivolti al nemico, all’”altro”, all’essere oggetto dello schifo e dell’odio (cfr. http://www.nelvento.net/ilsolevero/porco.php). E, a dimostrazione di come la prassi della tirannia umana sul mondo animale preceda e fondi quella intraspecifica, basta la semplice constatazione che in nessuna lingua gli animali sono chiamati “negri”, “musi gialli” o simili.

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(10) Già per Aristotele il "servo" (cfr. http://www.etimo.it/?term=servo&find=Cerca), l’"ilota" (cfr. http://www.etimo.it/?term=ilota&find=Cerca), lo "schiavo" (cfr. http://www.etimo.it/?term=schiavo&find=Cerca) – il nemico vinto, il "barbaro" (cfr. http://www.etimo.it/?term=barbaro&find=Cerca), il "cattivo" (cfr. http://www.etimo.it/?term=cattivo&find=Cerca) – è "inanimato", "strumento" verso il quale "non vi è amicizia né giustizia" da parte del "padrone", così come non ve ne può essere "verso un cavallo o un bue" (cfr. Etica Nicomachea, VIII, 11, 1261).

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