Il Sole vero

 

Non a parole, come pia illusione collettiva e
"sol dell'avvenire", ma CAMMINANDO,
IN PRIMA PERSONA e ORA. Come Sole vero.

Cosmo

Joe Fallisi



Etica e morale significano esattamente la stessa cosa (cfr. http://www.etimo.it/?term=etica&find=Cerca, http://www.etimo.it/?term=morale&find=Cerca) e già il concetto generale di giustizia (cfr. http://www.etimo.it/?term=giusto&find=Cerca, http://www.etimo.it/?term=giustizia&find=Cerca) è superiore, perché dalle consuetudini normate (transeunti e relative ai vari gruppi umani)(1) essa può e deve persino prescindere. Un qualunque vivisettore non è "privo di etica", se con questo termine si intende ciò che esso designa: costume che si fa regola. Allo stesso modo, per fare un altro esempio, l'infibulazione è "etica" in alcuni contesti tribali, ma non per questo cessa di rappresentare una delle forme più atroci di violenza sulle donne. Non di etica, infatti, o di morale hanno bisogno gli esseri viventi, ma di equità (cfr. http://www.etimo.it/?term=equo&find=Cerca), principio – e possibile sentimento comune – rispetto alla giustizia ancora più alto e meno relativo(2). La cui base ritengo si possa trovare, paradossalmente, nella visione della natura non umana. Su di essa noi riversiamo l'immagine del "male", del "non senso" elaborata dalla nostra coscienza/falsa coscienza specifica (coscienza infelice). Nondimeno continua a vivere come meraviglioso insieme di organismi in perenne trasformazione armonica ed equilibrio, unione di cosmi, COSMO.

Il concetto di equo rimanda, in senso unitario, a quello di "equilibrio" (http://www.etimo.it/?term=equilibrio&find=Cerca), di "armonia" (http://www.etimo.it/?term=armonia&find=Cerca), e, appunto, di "cosmo" (http://www.etimo.it/?term=cosmo&find=Cerca). E il "meraviglioso insieme" di cui sopra rimane tale – può essere percepito e valutato in questi termini – anche in presenza di sofferenza e dolore(3), che sono, per QUALUNQUE ambito della manifestazione, elementi intrinseci alla vita, così come, del resto, il piacere e la gioia (su questo terreno, in relazione alla critica dell’ideologia consolatoria FALSIFICANTE la realtà, Nietzsche ha scritto pagine di fuoco(4)). Sta di fatto che ogni complesso strutturato e vario di organismi viventi non-umani offre alla contemplazione non proiettiva un’immagine di bellezza cosmica, cioè di armonia profonda in perpetuo divenire/equilibrio(5). Dove ogni forma che nasce e muore si integra in modo organico alle altre, nessuna impone su tutte la propria tirannia, né, tanto meno, tende a distruggere l'oikos, la casa comune, e/o a sostitituirla con un suo simulacro fantasmatico. L'animale umano, viceversa – in modo specialissimo la "razza padrona" dell'uomo pallido negli ultimi cinque secoli –, è proprio questo che fa in virtù del suo cervello prodigioso e tremendo e di una volontà di potenza che ha ormai come suo fine esplicito quello di non averne.

Marx, Bakunin, Kropotkin, i rivoluzionari dell’800-900 quasi senza eccezione (al di fuori dei Naturiens (6) e di pochissimi altri), non percepivano e neanche presentivano l'impatto sempre più CATASTROFICO del "progresso" umano nei confronti del mondo. Si auguravano-immaginavano, tutti loro, con l'occhio puntato esclusivamente sull'uomo e la sua storia, un possibile avvenire radioso sol che quest'ultimo fosse riuscito a sbarazzarsi delle catene di classe. Senza rendersi conto che quei ceppi avevano a loro volta radici antichissime e sempre nuove nella tirannia infinita sulle altre specie e che la natura stessa, concepita come riserva di caccia, "bestia"-cosa da domare e riplasmare a piacimento e pozzo cui attingere senza tregua, un giorno (molto presto) avrebbe COMUNQUE presentato il conto. Non solo non è giunta la palingenesi della società, ma il tempo delle loro speranze è stato seguito, in rapida successione, da due massacri mondiali e dai totalitarismi più orridi che la mente/prassi umana abbia mai prodotto. Quel tentativo, quell'ipotesi, con tutte le sue grandezze, verità e illusioni, è dietro le nostre spalle. Nessun esorcismo, nessuna preghiera o giaculatoria ridarà vita ai morti.


NOTE

(1) Il termine "norma" (donde "normale", "normalità", “normalizzare”, “normalizzatore”, normalizzazione”, “normare”, “normativa”, “normativismo”, “normatività”, “normativo”, “normatore”, “normazione”), dal "lat. NORMA squadra per misurare gli angoli retti, e figurat. regola" (http://www.etimo.it/?term=norma&find=Cerca), indica un preciso canone di comportamento che ha per base (ed esito) la consuetudine e viene adottato imposto/condiviso a scopi eminentemente pratici.

(2) La giustizia (cfr. http://www.etimo.it/?term=giusto&find=Cerca, http://www.etimo.it/?term=giustizia&find=Cerca) è innanzi tutto di specie, poi di classe, di Stato e soggetta a mille condizionamenti. In virtù dell’ottica specista che vige in tutte le legislazioni del mondo, la vivisezione sugli animali non umani è ammessa come pratica lecita e perfino indispensabile – e tuttavia la legge stessa incorpora la necessità, anche se minima, di "attenuare" questo atto tirannico, regolamentandolo in qualche modo, togliendolo all’arbitrio totale; quanto all’infibulazione, evidente sopruso intraspecifico e sessista, essa viene ormai generalmente considerata per quello che è in ogni codice, al di là delle usanze locali.

(3) Non solo, tra gli animali (così come tra gli uomini del resto), il mangiarsi l'un l'altro non è per nulla l'unico sistema di relazioni reciproche, ma è di tutta evidenza che nessun predatore non umano – a sua volta equamente predato da qualche altro predatore animale – tende a sbranare l'universo mondo o rivela quel che gli umani definiscono (e praticano voluttuosamente) "sadismo" – salvo, guarda caso, talvolta, i primati a noi più vicini, gli scimpanzé... In realtà, dagli animali, persino dai più feroci, abbiamo solo da imparare. L'orrore e il disprezzo nei confronti della natura “selvaggia” e del mondo animale è uno dei principali frutti avvelenati dell'albero giudaico-cristiano, quello dell'uomo pallido che ha messo i suoi artigli distruttori su tutta la terra.

(4) Cfr. La visione dionisiaca del mondo, § 2; La nascita della tragedia, § 3, 4, 6; Richard Wagner a Bayreuth, § 8; Umano, troppo umano I, a. 28, a. 104, a. 109, II, Prefazione, 5, II, b, a. 14; La gaia scienza, Prefazione, 3, a. 8, a. 13, a. 318, a. 326, a. 370; Aurora, a. 114, a. 354; Frammenti postumi 1887-1888, 11, [77]; Al di là del bene e del male, a. 225, a. 270; Frammenti postumi 1888-1889, 17 [6]; Genealogia della morale, II, 7, III, 17, 18, 28.

(5) "Cosmo" è l’organismo stesso animale/umano, all’interno del quale gli antichi vedevano risplendere e (co-)operare gli astri erranti*. Dall’inizio al termine della vita, finché le forze lo sorreggono ed entro i limiti delle sue possibilità, l’apparato immunitario fornisce al corpo le autodifese atte a ripristinare una situazione di equilibrio dinamico ideale.

* Saturno: facoltà ritentiva; terra, bile nera e e occasionalmente flegma crudo; capelli, unghie, pelle, piume, lana, ossa, midollo e corno; milza; orecchio destro, udito, natiche, ano, visceri, pene, schiena, ginocchia; sonno; vecchiaia.
Giove: facoltà vitale – unitamente al Sole –, accrescitiva, nutritiva e lo spirito che è nel cuore; aria e sangue; arterie, sperma e midollo osseo; il cuore – unitamente al Sole; orecchio sinistro; udito, tatto – unitamente a Marte –, cosce e intestino, ventre e gola; il vestirsi; l’età media.
Marte: facoltà irascibile; la parte superiore del fuoco e la bile gialla; le vene e le parti posteriori; il fegato – unitamente a Venere; narice destra; odorato, tatto – unitamente a Giove; gambe, pube; l’agire; giovinezza – unitamente a Venere.
Sole: facoltà vitale – unitamente a Giove; la parte inferiore del fuoco; cervello, nervi, ipocondrio, il grasso – unitamente a Venere – e tutto ciò che è del suo genere; lo stomaco – unitamente alla Luna; occhio destro; vista; il capo, il petto, il fianco, i denti, la bocca; l’alimentazione (solida); l’età matura.
Venere: facoltà appetitiva; carne, grasso – unitamente al Sole –, midollo spinale; reni; narice sinistra; lingua – unitamente a Mercurio –, odorato e organi dell’inspirazione; matrice, genitali, mani e dita; coito; giovinezza – unitamente a Marte – e adolescenza.
Mercurio: facoltà intellettiva; bile nera – unitamente a Saturno; arterie, cistifellea; lingua – unitamente a Venere; gusto, organi della parola; il parlare; infanzia.
Luna: facoltà naturale; flegma; pelle e quanto attiene ad essa; polmoni; occhio sinistro; vista, gusto – unitamente a Venere; collo, mammelle, polmoni, stomaco – unitamente al Sole –, milza; l’alimentazione (liquida); dall’infanzia alla vecchiaia in conformità alle sue fasi. (Cfr. al-bîrûnî, L’arte dell’astrologia, Mimesis, Milano 1997, pp. 61-64)

(6) Cfr. http://www.nelvento.net/ilsolevero/doc2.php (I Naturiens).