Riccardo D'Este

appendice

IL CICLO DI AUTOVALORIZZAZIONE DELL'EROINA

(da Controinformazione - numero 16, Milano, 1979)

La distinzione tra capitale industriale (produttivo) e capitale finanziario (parassitario) non ha ancora finito di seminare equivoci nella storia della sinistra e delle sue ideologie. Si è voluto vedere -e non solo da parte gramsciana- in questa fittizia contrapposizione una manichea separazione del capitalismo che crea dal capitalismo che distrugge. Niente di più falso e fuorviante poteva essere dedotto dagli effetti sociali del ciclo capitalistico. Le differenze, se esistono, ineriscono alla forma, non alla sostanza del ciclo: il processo di autovalorizzazione del capitale investito nel ciclo dell'eroina ne è la dimostrazione evidente.

Nel capitale che rende interesse il rapporto capitalistico giunge alla sua forma più feticizzata, poiché il capitale fattosi denaro si tramuta, mediante il prestito, in una quantità superiore di denaro che si trasforma nuovamente in capitale. Ma questo processo che nel sistema di credito e di circolazione bancaria è assai complesso e attiva numerose mediazioni sociali ed istituzionali, nel ciclo della droga ha, come unico tramite materiale, l'eroina, per cui il rapporto è: Denaro-Eroina-Denaro.

Trafficanti, mercanti, contrabbandieri, mafiosi cc. non sono che strumenti di questo tramite: strumenti i quali, per loro natura, non hanno una funzione e una giustificazione sociale, come accade invece per i banchieri, i finanzieri, i commercianti di denaro...

Rispetto al capitale commerciale e alla sua circolazione (D-M-D) che contiene almeno la forma generale del movimento capitalistico, il capitale-denaro valorizzato dall'eroina si presenta quindi come prodotto di una cosa (merce apparente) che, immediatamente tolta, lascia un valore accresciuto di denaro, un'autovalorizzazione immediata del capitale iniziale.

Il numero delle rotazioni, che nel capitale commerciale, creditizio e bancario è importante, qui diviene addirittura essenziale per la formazione e la quantità della valorizzazione. Effettuando un numero di rotazioni più alte della media si ricava un plus-denaro e quindi una valorizzazione che cresce proporzionalmente al ritmo di rotazione stessa del capitale. Questo capitale ha i due poli estremi nella vendita all'ingrosso e nella vendita-consumo al dettaglio dell'eroina. Più è lento il movimento di assorbimento del mercato e meno sarà elevato il tasso di valorizzazione del capitale investito in questa " merce"; più è elevato il tasso di consumo di mercato e più è alto l'interesse realizzato all'origine. Dunque il capitale-denaro investito all'origine nell'eroina e la circolazione della sostanza (trasformata e ri-trasformata in denaro, fino al suo consumo materiale) sono strettamente legati fra loro.

Ma questo vincolo non si manifesta solo attraverso la circolazione dell'eroina e la sua identità feticistica col denaro, poiché, in realtà, l'eroina non è mai equivalente alla quantità di denaro necessaria per acquistarla. Il prezzo dell'eroina è sempre inferiore al prezzo del denaro in cui essa si trasforma. La valorizzazione del capitale costituisce infatti la somma di D + delta, cioè la somma del denaro iniziale più la sua valorizzazione attraverso il ciclo. E se si considera il saggio d'interesse del capitale monetario (in senso lato) = al prezzo del denaro, si avrà che l'interesse accumulato dal capitale iniziale è dovuto alla trasformazione di eroina in denaro, attraverso i molteplici passaggi della sua circolazione di mercato. In altri termini, l'interesse monetario lucrato dal capitale in essa investito è determinato da coloro che trasformano, mediante lo spaccio e la vendita-consumo, l'eroina in plus-denaro o, che è lo stesso, il denaro in una quantità sempre decrescente di eroina.

La circolazione e la trasformazione, tramite l'eroina, del denaro in plus-denaro, avvengono tramite due cicli intercomunicanti eppure complementari che possiamo definire, l'uno di alimentazione, l'altro di distribuzione.

Il ciclo di alimentazione parte dalla fonte (campi di coltivazione, Triangolo d'oro) della droga e, attraverso scali successivi - Marsiglia, Milano ecc. - arriva agli acquirenti all'ingrosso dell'eroina. E’ un ciclo apparentemente mercantile, poiché in esso l'eroina si compra e si vende in base al suo prezzo di mercato, determinato dalla qualità, quantità, rischi...

Ad ogni passaggio di mano della "merce", tuttavia, mentre il suovalore di mercato aumenta, il suo valore naturale diminuisce. Ed è questa caratteristica che fa sì che il ciclo dell'eroina non sia semplicemente mercantile, né che il suo valore monetario derivi semplicemente dalla "differenza di prezzo").

Il valore naturale della sostanza, ossia la percentuale di eroina pura presente in ogni grammo o chilo, è progressivamente corroso dai passaggi di mano e dalla circolazione di mercato che ne accresce, viceversa, il valore monetario (il prezzo). Così, se l'eroina giunge dalla fonte con una concentrazione dell'80-60%, al termine del ciclo di alimentazione essa conterrà più solo un 40-30% di sostanza pura, il resto è taglio. Per contro il suo costo è aumentato di 10-13 volte. Al termine di questo primo ciclo la sostanza risulterà impoverita del 30-40%, e valorizzata almeno del 1000%. Che questa strana perversione matematica sia resa possibile dalla natura feticistica dell'eroina, è cosa che risulta assai chiara non appena si analizzi la seconda parte del ciclo, quella di distribuzione. Prima di giungere nelle mani del grossista-spacciatore, l'eroina è una merce come un'altra che si valorizza senza essere consumata, o meglio il cui consumo commerciale risulta una semplice sottrazione mercantile del valore naturale (concentrazione, purezza) accompagnata da un superiore accrescimento del valore monetario (prezzo).

Ma non appena entra nel circuito dello spaccio allargato e del consumo al dettaglio, diviene evidente che l'eroina è una non-merce, che la sostanza è nulla, da un punto di vista commerciale, mentre è il ciclo da essa attivato che rende possibile la esorbitante valorizzazione del capitale iniziale.

La fase della distribuzione e diffusione dell'eroina, canalizzata in una rete sociale di spaccio e consumo coincide dunque con la fase di autovalorizzazione.

Il costo di un grammo di eroina-acquistato alla fonte del ciclo di produzione - contiene già in sé il valore monetario accumulato durante i passaggi del ciclo di alimentazione e, in più, è gravato dal guadagno individuale che il trafficante al dettaglio vuole fare su di esso. Ma non è ancora finita. A questo punto, per essere ridotta in buste, l'eroina subisce un ulteriore impoverimento che ne accresce la quantità e ne impoverisce la natura, aumentandone il prezzo per unità. Un grammo può diventare un grammo e mezzo, forse due. La concentrazione scende fino a 5-4% per dose. L'eroina è praticamente assente dalla busta che verrà iniettata, il suo valore monetario, però, è giunto al culmine. L'acquirente-consumatore paga, acquistandola, la valorizzazione precedente e quella ancora precedente, su, su, fino alla differenza mercantile di prezzo che abbiamo visto dominare nel ciclo di alimentazione. D'altro canto non si può dire che l'eroina aumenta di valore semplicemente perché tagliandola e dimezzandola viene accresciuta la quantità commerciabile. Se così fosse avremmo soltanto un raddoppio del valore iniziale o poco più, mentre notiamo che la valorizzazione va al di là dei meccanismi di prezzo. E’ una vera e propria valorizzazione monetaria del capitale investito, per cui anche il ciclo di alimentazione, pur sembrando commerciale e mercantile, è in realtà finanziario e monetario, in quanto direttamente connesso al ciclo di valorizzazione (distribuzione e diffusione) di una merce fittizia, l'ero. Sicché il consumatore normale paga l'insieme dei valori monetari cumulati, nel corso della circolazione e distribuzione, dai numerosi passaggi, e in cambio non ha nulla, o pressoché nulla.

Il feticcio eroina non è che l'altro verso del feticcio denaro.

La conversione del denaro in capitale accresciuto e viceversa, è quindi data dalla valorizzazione usuraia, mediante una merce apparente -l’eroina-, del capitale inizialmente investito. E tutto questo è reso possibile dal fatto che il tramite di un tale ciclo è costituito da una merce che più perde in valore naturale e piùguadagna in valore monetario, più si deprezza in quanto "valore d'uso" e più si arricchisce in quanto valore di scambio.

Il ciclo sociale della sostanza rende possibile tutto questo.

Se, attraverso la rete sempre più allargata di vendita e di distribuzione della sostanza, i trafficanti, gli spacciatori e i tossicomaninon realizzassero uno scambio tra eroina e plusdenaro, la valorizzazione monetaria iniziale non sarebbe possibile. Solo il taglio della sostanza pura, venduta all'origine, permette questa valorizzazione progressiva, l'ultima fase della quale corrisponde ad unadose-misura estremamente svalorizzata sia nella qualità che nellaquantità: una dose che non costa più nulla agli intermediari e che però viene ugualmente pagata il suo prezzo standard di mercato dall'ultimo anello del ciclo: il consumatore che la buca. Costui ha contribuito dunque a valorizzare integralmente il capitale iniziale investito, sia perché ne ha perpetuato i meccanismi di distribuzione, sia perché è stato il propulsore principale della trasformazione (valorizzazione) dell'eroina in plus-denaro.

Si può quindi affermare che il capitale-denaro investito nel ciclo dell'eroina è una parte sempre più consistente della massa di capitale monetario circolante che viene "commercializzato" da finanzieri, banchieri, speculatori, mafiosi. Esattamente come con il capitale monetario (non produttivo benché il suo proprietario si mantenga estraneo al ciclo produttivo e abbia nell'interesse prodotto dal capitale separato dal suo processo. la sua ragion d'essere) esso dipende sempre dal capitale produttivo e industriale.

Il capitale-denaro investito nel ciclo dell'eroina è una quota indiretta del capitale creditizio, dotata dell'importante prerogativa di poter essere ri-convertita, prima ancora che in attività industriali e produttive, in attività astratte, finanziare e speculative (dato il suo carattere criminale ed occulto), così da risultare doppiamente utile al ciclo del capitale monetario circolante.

L'enorme disponibilità di questa massa monetaria è determinata dalle leggi del modo di produzione capitalistico. Con la svalorizzazione del capitale produttivo (dovuta alla caduta tendenziale del saggio di profitto, alla crescita proporzionalmente superiore del capitale costante su quello variabile, che determina, a sua volta, sovrapproduzione e svalorizzazione delle merci), cresce la massa del capitale speculativo, che prolifera contemporaneamente alla diminuzione del saggio di profitto.

E poiché saggio e massa di profitto evolvono in senso inverso, il capitale produttivo, mano a mano che diminuisce e si svalorizza, cerca investimenti maggiori e maggiore valorizzazione monetaria nel campo speculativo.

Ecco dunque delinearsi la duplice funzione assolta dagli investimenti sempre più massicci di capitale in attività extralegali e criminali.

Da un lato esse forniscono uno sbocco alla enorme massa del capitale svalorizzata e non utilizzabile produttivamente (massa dei profitti), dall'altro creano una contro-tendenza alla crisi che attanaglia il capitale e i suoi meccanismi di valorizzazione produttiva.

L'esorbitante aumento di eroina sul mercato è quindi uno degli effetti dell'esorbitante massa di capitali svalorizzati investiti in attività speculative.

Ma poiché l'investimento del capitale in se stesso non è che un rimedio fittizio alla crisi dell'intero sistema, più aumentano le contraddizioni interne, più il capitale necessita di questi investimenti incapaci di risanare il suo "male profondo".

Perciò il ciclo dell'eroina non è soltanto il ciclo della droga del capitale ma anche l'espressione assoluta e feticistica del capitale drogato.

Il che non significa che una tale fonte di interesse monetario non vada a beneficio di molteplici attività legali e produttive che ad essa attingono come ad un conveniente sportello di credito. Considerare a fondo questi investimenti criminali significa anche analizzare le controtendenze di breve e medio periodo messe in atto dal capitale per tamponare e rallentare la sua crisi, senza dimenticare che all'origine di tali astratti processi di valorizzazione rimane sempre il Capitale produttivo, il Capitale industriale, coi suoi cicli materiali di produzione, sfruttamento, estrazione di plus-valore e profitto.

 

Controinformazione - numero 16, Milano, 1979

Indice


Indice - Maledizione - Avvertenza per il lettore - Intorno al Drago - Avviso ai naviganti - Transmoralia - Ci è cresciuta - Tutto in comune, anche dio - 911 Italo Talwino - Sulla recente evoluzione del fenomeno droga in Gran Bretagna - Appendice


nelvento.net - webmaster