Riccardo D'Este

PREMESSA

Dopo Intorno al Drago ed altri testi, alcune delle tesi qui di seguito enunciate possono risultare già note al lettore attento, poiché si riallacciano a quanto precedentemente sostenuto sul tema "droga" dalla critica radicale; altre sono il frutto di ulteriori e più recenti elaborazioni, seppure in sintonia con quello che sinora è stato espresso. Il fatto è che la questione è complessa ed aggrovigliata e molti saranno ancora gli sforzi necessari per chiarirne i contorni, dal punto di vista radicale, mentre per modificare concretamente la situazione ci vorranno delle imprese di sovvertimento sociale che oggi riusciamo soltanto ad intravedere per bagliori e in controluce. Sia l'ampliamento e l' approfondimento dell' analisi critica, sia lo sviluppo dei mezzi per il superamento reale della condizione presente sono tra i còmpiti che ci siamo promessi.

Questo pamphlet, dunque, altro non è se non un tassello nel complessivo mosaico che, attraverso la chiarificazione e l' evidenziazione, vuole sabotare le condizioni date e costruirne diverse, sulla droga ma soprattutto contro il dominio di capitale. Sul tema specifico si ritornerà tra breve con altri testi, con un maggior approfondimento e con uno spessore maggiore. Purtroppo in questa occasione siamo stati sospinti, ancora una volta, dall'urgenza che, se spesso non è consigliera sufficiente, altrettanto spesso è consigliera necessaria.

Anche se non si è mai smesso di parlare del Drago, e cioè di droga e, soprattutto, del fatto di drogarsi vivendone tutte le conseguenze, in questo periodo riappare sulle prime pagine del bel paese che fu dei Guidi e dei Malatesta la questione politico-legislativa (spesso sub specie ethica) riguardo alle droghe, dopo la nota conferenza stampa congiunta di Giuliano Amato, attuale e provvisorio capo del consiglio dei ministri d 'Italia, e di Giacinto Pannella, detto Marco, che si presenta come un esponente dell'opposizione ed antiproibizionista. Com'era inevitabile, alla proposta esplorativa di modificazione dell'ultima legge in materia, quella definita Vassalli-Russo Jervolino, dal nome dei pupazzi che se ne sono assunti pubblicamente la responsabilità, sta seguendo un dibattito, ovviamente tanto pubblico quanto ripugnante, in cui prendono la parola tutti coloro che avrebbero mille motivi per tacere: politicanti, preti, sociologi, "operatori" del settore, "esperti", dalla lagerista Pierapiatti al recuperatore Ciotti, passando attraverso i Picchi o i Muccioli o i Gelmini. Di fronte al forzato silenzio degli innocenti, c'è il frastuono dei colpevoli.

Copia di una stampa di Amsterdam del XVII secolo, Il mondo alla rovescia, in E. van Heurck e G. J. Boekenoogen, Histoire de la imagerieDa qui nasce l'urgenza di distanziare il punto di vista della critica radicale e rivoluzionaria da tutto il bailamme spettacolista, sia che voglia rappresentarsi sotto le vesti repressive o sotto le spoglie umanitarie e recuperatorie. L'urgenza, dunque, di ribadire la critica alla merce in quanto tale ed alla società in quanto tale.

Nei fatti, questo libello vuoi essere anche un piccolo segmento nella battaglia a favore della liberalizzazione di tutte le droghe, che troppi mistificano con il concetto e termine di legalizzazione, ma soprattutto una linea retta nella guerra per la liberazione dal capitale e dallo Stato, per la libertà. In spregio alla società maniacale del capitale, ai suoi intubamenti repressivi come agli incapsulamenti recuperatori di coloro che parlano di un uomo che sempre più dovrebbe essere un burattino, di cui loro sarebbero i Geppetto o il Gatto e la Volpe. (Un esempio per tutti: un certo cardinal Fiorenzo Angelini, il "ministro della sanità" della cupola vaticanesca ha avuto la sfacciataggine di dichiarare pubblicamente: «Chiedo carceri a misura d'uomo, ospedali a misura d'uomo, comunità di recupero a misura d'uomo». Quando vedremo carceri a misura d'uomo o ci correremo dentro o rivedremo il nostro concetto di uomo o semplicemente ci suicideremo. Il prestigioso cardinale ci vuole carcerare, ospedalizzare, comunitizzare e recuperare tutti. A misura d'uomo. Lui ovviamente non c'entra. A misura di ometto, al massimo.)

Per tutto ciò, ed altro ancora, questo è un pamphlet di battaglia, per la libertà e per la liberazione. Continuando nel tracciato inesausto ed inesauribile del DIFENDERE E DIFFONDERE LA LIBERTA' OVUNQUE.

Gennaio 1993

Coraggio, bel drago; affonda i tuoi artigli vigorosi, e il sangue si mescoli al sangue per formare ruscelli in cui non ci sia acqua. Facile a dirsi, ma non a farsi.

Isidore Ducasse conte di Lautréamont,
I Canti di Maldoror

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