Riccardo D'Este

NEC MINUS PRAEMIA DELATORUM INVISA QUAM SCELERA

(parole di Riccardo D'Este, musica di Joe Fallisi)

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Quando troppe parole e tutte note
s'addensano cupe, fosche e tremende,
sì che molte risposte sembrin vuote,
savio sarà colui che non le spende.
Parla d'altro o si picca di tacere,
sorride piano mentre non s'arrende
e rincorre ogni traccia del sapere,
avventure di popoli e di genti
nemiche dell'assurdo del Potere,
oppur semplici storie intelligenti,
che lo conservin uomo ancora vivo
contro ferrigne sbarre annichilenti;
o l'adeguarsi stanco ma corrivo
di chi s'illude fortunata sorte
possa venir dal rendersi passivo,
confondendo la vita con la morte.
Quant'a me mi delizio con versetti
che gridino la lor protesta forte
contro 'sti tempi d'oggi maledetti,
se dicon che i destin di molte vite
dipendon da giuridici verdetti.
S'ivi confermeran voci "pentite",
garrule e false di vile gentaccia,
ch'al fin d'aver miserie garantite
ha svenduto la propria e l'altrui faccia,
tal razza male nata e mal vissuta
che Alighiero poneva entro la ghiaccia,
dell'umano consorzio ormai perduta.


Il brano è tratto da "L'uovo di Durruti", di Joe Fallisi, di prossima pubblicazione.
Editing e mastering digitali: Virtual Light Studio, Paolo Siconolfi, Vedano al Lambro (Mi)
Web design: Sergio Serrao


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